Regione Piemonte / Unioncamere Piemonte: bando per la partecipazione di imprese artigiane a fiere
Ente erogante: CCIAA Torino
Scadenza
1 novembre 2026
126 giorni rimanenti
Forma
Fondo perduto
Budget totale
9.000.000 €
Contributo max
Non specificato
Descrizione del bando
Il bando è promosso da Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte e si inserisce nel quadro del Programma Regionale FESR 2021-2027, con l'obiettivo specifico di rafforzare la competitività e la crescita sostenibile delle PMI piemontesi. Lo strumento scelto è il voucher, ovvero un contributo a fondo perduto, destinato a sostenere l'ottenimento di certificazioni volontarie di prodotto, servizio e/o processo da parte delle imprese del territorio. La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 8,4 milioni di euro, di cui 8 milioni provenienti dai fondi FESR e 400.000 euro dalle risorse proprie delle Camere di commercio piemontesi, quest'ultime destinate specificamente al sostegno delle certificazioni ambientali e/o ESG.
Il bando si rivolge esclusivamente a micro, piccole e medie imprese, così come definite dall'Allegato I del Regolamento UE n. 651/2014, con almeno un bilancio annuale chiuso e approvato, iscritte al Registro Imprese e con almeno un'unità locale operativa attiva e produttiva situata in Piemonte. Non sono previste restrizioni settoriali particolari, ma i codici ATECO dell'impresa devono rientrare tra le attività ammissibili ai sensi dell'art. 7 del Regolamento UE n. 2021/1058 e dell'art. 1 del Regolamento UE n. 2831/2023, come dettagliato nell'Allegato 1 del bando. Sono invece escluse le imprese in liquidazione o sottoposte a procedure concorsuali, quelle con forniture in essere con Unioncamere Piemonte, quelle prive di DURC regolare o non in regola con le normative sulla sicurezza sul lavoro, nonché quelle i cui rappresentanti legali o soci siano soggetti a misure antimafia.
L'agevolazione copre le spese sostenute per ottenere certificazioni volontarie, non obbligatorie per legge, basate su standard riconosciuti a livello nazionale e internazionale, rilasciate da organismi indipendenti accreditati e dimostrabili con un attestato datato. Le tipologie di spesa ammissibili comprendono servizi di consulenza (incluse le spese per l'ente certificatore), servizi di formazione e, ove strettamente necessari per la certificazione, beni strumentali materiali e immateriali. Sono invece escluse le spese per il personale, i costi generali di struttura, le consulenze di natura fiscale, contabile o legale ordinaria, smartphone, tablet, pc e server, l'IVA detraibile, i beni usati o in leasing, le opere murarie, le spese pubblicitarie e le commesse affidate a soggetti collegati all'impresa. Sono ammissibili solo le spese sostenute a partire dal 7 ottobre 2022, data di approvazione del PR FESR 2021-2027, purché direttamente e univocamente collegate al progetto di certificazione. Le fatture emesse dopo la presentazione della domanda dovranno riportare il codice CUP individuale assegnato in fase di concessione dell'aiuto.
L'intensità del contributo varia in funzione della dimensione aziendale: le microimprese ottengono il 65% delle spese ammissibili a fondo perduto, le piccole imprese il 60% e le medie imprese il 50%. L'importo minimo del voucher è fissato a 4.000 euro per le microimprese e a 5.000 euro per le piccole e medie imprese, mentre il massimale per singola domanda è di 100.000 euro. Nel caso in cui un'impresa presenti più domande per certificazioni diverse, il cumulo complessivo dei contributi non può superare 150.000 euro. Sono previste premialità che incrementano le percentuali di copertura: di 2 punti percentuali in presenza di una sola tra le seguenti condizioni, di 4 punti percentuali in presenza di due o tre condizioni cumulate. Le condizioni premiali sono il possesso del rating di legalità, lo status di startup innovativa o PMI innovativa iscritte nelle apposite sezioni speciali del Registro Imprese, e lo status di Impresa Benefit ai sensi della Legge 208/2015.
Gli aiuti sono concessi in regime de minimis ai sensi del Regolamento UE n. 2831/2023, il che significa che l'importo complessivo degli aiuti de minimis ricevuti dall'impresa nell'arco di tre esercizi fiscali non può superare il massimale previsto da tale regolamento. È quindi fondamentale che l'impresa verifichi preventivamente la propria capienza rispetto a tale soglia, tenendo conto di tutti gli aiuti de minimis già ricevuti. Il bando prevede anche regole di cumulabilità con altre agevolazioni, disciplinate all'art. 15 del testo integrale.
I fornitori dei servizi di consulenza e formazione devono rispettare specifici requisiti di qualificazione: possono essere soggetti accreditati da Accredia o da organismi internazionali equivalenti (IAF, ILAC, SAAS), oppure altri fornitori attivi da almeno un anno che dimostrino, tramite autocertificazione, di aver svolto almeno tre attività analoghe per clienti diversi. Per i servizi formativi è ammessa anche una gamma più ampia di soggetti, tra cui DIH, competence center, incubatori certificati, FabLab, agenzie formative accreditate dalle Regioni, università e istituti tecnici superiori.
La domanda può riguardare una singola certificazione, un sistema integrato di certificazioni o certificazioni cumulative riferite a più prodotti o servizi, a condizione che tutte le certificazioni incluse siano ammissibili secondo l'Allegato 2 del bando. La presenza anche di una sola certificazione non ammissibile comporta il rigetto dell'intera domanda. Le domande si presentano tramite PEC all'indirizzo indicato da Unioncamere Piemonte. Unioncamere si riserva la facoltà di sospendere anticipatamente il bando qualora le domande depositate superino il 120% delle risorse disponibili, e di chiuderlo in caso di esaurimento dei fondi.
Per un imprenditore piemontese che intende rafforzare la propria posizione competitiva sui mercati nazionali e internazionali attraverso l'ottenimento di certificazioni di qualità, ambientali o ESG, questo bando rappresenta un'opportunità concreta e ben strutturata. La combinazione tra contributo a fondo perduto significativo, premialità accessibili e ampia gamma di certificazioni finanziabili lo rende uno strumento particolarmente interessante, soprattutto per le microimprese che possono beneficiare della percentuale di copertura più elevata. Si raccomanda di verificare con attenzione l'Allegato 2 per accertarsi che la certificazione di interesse rientri tra quelle ammissibili, e di controllare preventivamente la propria posizione rispetto ai massimali de minimis prima di procedere con la domanda.
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Requisiti dettagliati
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