Contributo rinnovi impianti melo per aziende agricole – Anno 2025 - Domanda
Ente erogante: Provincia Autonoma di Trento
Scadenza
Non specificata
Forma
Fondo perduto
Budget totale
Non specificato
Contributo max
36.000 €
Descrizione del bando
Il bando mette a disposizione contributi in conto capitale a favore delle aziende agricole che intendono rinnovare i propri impianti di melo. La misura nasce con l'obiettivo di sostenere il settore frutticolo in una fase di rilancio produttivo, favorendo il cambio varietale, l'adeguamento alle richieste del mercato e la valorizzazione delle tipicità territoriali, nonché il contrasto alle malattie causate da organismi nocivi. Il contributo è concesso in un'unica soluzione e copre il 40% della spesa ammissibile.
La misura è rivolta alle aziende agricole, senza che il testo specifichi ulteriori vincoli dimensionali o settoriali oltre all'appartenenza al comparto frutticolo e alla conduzione di impianti di melo. Non sono indicati limiti geografici espliciti nel testo, ma il riferimento alla delibera dei criteri n. 1791/2024 e alla struttura competente in materia di agricoltura suggerisce un ambito regionale o provinciale di applicazione.
Sul piano delle spese ammissibili, il bando finanzia esclusivamente il costo del materiale vivaistico necessario al rinnovo degli impianti di melo. Non sono ammissibili altre voci di spesa. Il costo massimo riconoscibile per singolo astone varia in base alla tipologia varietale: fino a 6,50 euro per le varietà tradizionali, fino a 7,50 euro per le varietà a club, fino a 8,50 euro per le varietà resistenti alla ticchiolatura incluse nell'allegato 1 della delibera dei criteri. La spesa ammissibile per ciascuna domanda deve essere compresa tra un minimo di 3.000 euro (IVA esclusa) e un massimo di 90.000 euro. Questi limiti devono essere rispettati sia in fase di concessione che in sede di istruttoria della liquidazione finale.
Un requisito fondamentale riguarda l'età degli impianti oggetto di rinnovo: sono ammissibili solo gli impianti di melo con più di 10 anni di età. Per i rinnovi realizzati nel 2025, ciò significa che l'impianto originario deve risalire al massimo al 2015. Nella realizzazione dei nuovi impianti devono essere rispettate le caratteristiche tecniche previste dai disciplinari di produzione integrata. Per il calcolo della superficie si rimanda alla delibera dei criteri n. 1791/2024.
Sul fronte dei vincoli, è possibile presentare una sola domanda di aiuto per soggetto. I lavori devono avere inizio esclusivamente dopo la presentazione della domanda, pena l'inammissibilità. I pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale oppure tramite Ri.Ba., su un conto corrente intestato al beneficiario. Su tutte le fatture e i pagamenti deve essere riportato il Codice Unico di Progetto (CUP), che viene attribuito dalla struttura competente al momento dell'approvazione dell'iniziativa.
Il beneficiario che ottiene il contributo è tenuto a mantenere la destinazione d'uso dell'impianto a frutteto per almeno 10 anni a partire dalla data della domanda di liquidazione. In caso di alienazione anticipata del bene, salvo cause di forza maggiore, è prevista la restituzione proporzionale del contributo per la durata residua del vincolo. Il beneficiario deve inoltre garantire il libero accesso alle strutture e alla documentazione da parte del personale preposto ai controlli.
Prima della liquidazione finale, la struttura competente effettuerà controlli a campione su almeno il 7% delle aziende beneficiarie per verificare la corretta realizzazione degli impianti. Sono previsti inoltre controlli sul rispetto degli obblighi su un campione del 5% degli interventi soggetti a vincolo, e verifiche sulle dichiarazioni sostitutive su almeno il 5% delle pratiche.
Riguardo alla cumulabilità, il bando consente di abbinare questo aiuto ad altri regimi o misure ad hoc, a condizione che l'intensità complessiva degli aiuti di Stato sul medesimo progetto non superi il massimale del 40% previsto dagli Orientamenti di riferimento.
Il testo non riporta scadenze specifiche per la presentazione delle domande né indica la dotazione finanziaria complessiva disponibile. Per questi dettagli è necessario fare riferimento alla delibera dei criteri n. 1791/2024 e agli atti della struttura competente in materia di agricoltura.
Per un'azienda frutticola con impianti di melo datati, questa misura rappresenta un'opportunità concreta per sostenere i costi di reimpianto con materiale vivaistico aggiornato, incluse varietà resistenti alle principali patologie, con un rimborso a fondo perduto del 40% della spesa riconosciuta, erogato in un'unica soluzione.
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