Aiuti alle imprese per servizi di assistenza tecnica - L.p. 6/1999
Ente erogante: Provincia Autonoma di Trento
Scadenza
31 luglio 2026
12 giorni rimanenti
Forma
Fondo perduto
Budget totale
Non specificato
Contributo max
Non specificato
Descrizione del bando
Il bando eroga contributi a fondo perduto — tecnicamente definiti "aiuti in conto capitale" — a favore di centri di assistenza tecnica alle imprese (CAT) e di soggetti che svolgono attività di garanzia collettiva dei fidi (i cosiddetti confidi). L'agevolazione è concessa in regime de minimis ai sensi del Regolamento UE 2023/2831, il che significa che si inserisce nel quadro degli aiuti di importo contenuto che gli Stati membri possono erogare senza obbligo di notifica preventiva alla Commissione europea, ma che concorrono al massimale complessivo de minimis del beneficiario.
L'oggetto dell'intervento è il riconoscimento economico delle attività di servizio che questi soggetti hanno concretamente prestato alle imprese nell'anno precedente alla presentazione della domanda. Non si tratta quindi di un finanziamento per progetti futuri, ma di un rimborso parziale — sotto forma di contributo a fondo perduto — di costi già sostenuti e documentati nell'esercizio precedente.
La base di calcolo dell'agevolazione è la voce "B - Totale costi della produzione" del Conto economico del bilancio relativo all'anno precedente a quello in cui viene presentata la domanda. Nei casi espressamente previsti dai criteri applicativi, è possibile fare riferimento all'analoga voce risultante dalla contabilità del soggetto richiedente. Questa impostazione rende la misura particolarmente concreta e verificabile: la spesa ammissibile non è stimata o preventivata, ma già contabilizzata e certificata.
Per accedere al contributo, la spesa ammissibile deve essere pari o superiore a 50.000 euro: si tratta di una soglia minima di accesso che esclude soggetti con volumi di attività molto ridotti. Il contributo è pari al 50% della spesa ammessa e viene erogato in un'unica soluzione. L'importo massimo erogabile è fissato a 100.000 euro per domanda, il che implica che la spesa ammissibile oltre la quale il contributo non cresce ulteriormente è pari a 200.000 euro.
I destinatari della misura sono dunque due categorie specifiche e ben definite: i centri di assistenza tecnica alle imprese (CAT) e i soggetti che svolgono attività di garanzia collettiva dei fidi. Non si tratta di una misura aperta alla generalità delle imprese, ma di uno strumento pensato per sostenere gli intermediari e i soggetti di sistema che erogano servizi di supporto al tessuto imprenditoriale. Il bando è disciplinato dalla Legge provinciale n. 6/1999, il che ne circoscrive l'ambito territoriale alla provincia autonoma di riferimento.
A fronte del contributo ricevuto, il beneficiario è tenuto a rispettare una serie di obblighi previsti dai criteri applicativi della misura. Il testo non dettaglia nel merito tali obblighi, ma è opportuno che il richiedente li verifichi con attenzione prima di presentare domanda, poiché il mancato rispetto potrebbe comportare la revoca totale o parziale dell'agevolazione.
La procedura di accesso prevede la presentazione di una domanda di aiuto, corredata dalla documentazione contabile dell'anno precedente. Non sono indicate nel testo finestre temporali specifiche o scadenze per la presentazione, né ulteriori dettagli procedurali: si consiglia di verificare direttamente presso l'ente erogatore le modalità operative e i termini vigenti.
Per un CAT o un confidi che abbia sostenuto costi di produzione significativi nell'anno precedente e operi nel territorio provinciale, questa misura rappresenta un'opportunità concreta di recuperare liquidità a fronte di attività già svolte, senza necessità di progettare interventi futuri o sostenere nuove spese. La semplicità del meccanismo di calcolo e l'erogazione in un'unica soluzione rendono il beneficio immediatamente fruibile.
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Requisiti dettagliati
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