Giovani, donne e ZES: incentivi per la stabilizzazione professionale

Ente erogante: INPS

Scadenza

31 dicembre 2026

202 giorni rimanenti

Forma

Credito d'imposta

Budget totale

Non specificato

Contributo max

650 €

Descrizione del bando

Il bando riguarda tre distinti esoneri contributivi introdotti dall'INPS nel 2026, illustrati attraverso altrettante circolari operative pubblicate il 14 maggio 2026. Si tratta di agevolazioni rivolte esclusivamente ai datori di lavoro privati, che assumono la forma di uno sgravio totale dei contributi previdenziali a carico del datore, con massimali mensili differenziati a seconda della misura e della localizzazione dell'unità produttiva. L'obiettivo dichiarato è incentivare la stabilizzazione professionale di giovani, donne e lavoratori residenti nelle aree svantaggiate del Paese.

Il primo strumento, denominato Bonus giovani (circolare INPS n. 55/2026), prevede un esonero del 100% dei contributi previdenziali datoriali per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel corso del 2026 di soggetti under 35. Per accedere al beneficio, il lavoratore deve risultare privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno 6 mesi qualora ricorrano le condizioni di svantaggio aggiuntive previste dalla normativa comunitaria. Il massimale mensile è fissato a 500 euro per un periodo di 12 mesi per le categorie ordinarie, elevato a 24 mesi per i lavoratori classificati come molto svantaggiati. Per le unità produttive situate nella ZES Unica o in aree del Centro Italia in crisi industriale, il massimale sale a 650 euro mensili.

Il secondo strumento, il Bonus ZES (circolare INPS n. 56/2026), è specificamente rivolto ai datori di lavoro privati che occupano fino a dieci dipendenti e che assumono personale non dirigenziale presso sedi o unità produttive ubicate nelle regioni della ZES Unica, che comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e Umbria. In questo caso, il beneficio è destinato a lavoratori che hanno già compiuto 35 anni e si trovano in stato di disoccupazione da almeno 24 mesi. L'esonero è totale e riconosciuto nel limite di 650 euro mensili per ciascun lavoratore assunto. La finalità esplicita di questa misura è sostenere lo sviluppo occupazionale del Mezzogiorno e delle aree interne, contribuendo alla riduzione dei divari territoriali.

Il terzo strumento, il Bonus donne (circolare INPS n. 57/2026), prevede un esonero del 100% dei contributi previdenziali datoriali, con esclusione dei premi INAIL, per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate o molto svantaggiate effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. La misura si applica a donne di qualsiasi età prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno 6 mesi in presenza di specifici criteri di svantaggio legati all'età, al titolo di studio o al settore di occupazione. Il beneficio è riconosciuto per un massimo di 24 mesi, con un massimale ordinario di 650 euro mensili che sale fino a 800 euro per le assunzioni di lavoratrici residenti nelle regioni della ZES Unica.

Per tutte e tre le misure valgono alcune condizioni trasversali di accesso. Sono esclusi i contratti con la pubblica amministrazione, i contratti di lavoro domestico e i rapporti di apprendistato. I datori di lavoro devono essere in regola con i contributi previdenziali, attestata tramite DURC in corso di validità, devono rispettare i contratti collettivi nazionali applicabili e, ove previsto dalla normativa, devono soddisfare il requisito dell'incremento occupazionale netto.

Per un imprenditore che valuta se partecipare, il punto di forza di queste misure è la combinazione tra l'intensità dell'agevolazione, che azzera integralmente il costo contributivo datoriale entro i massimali indicati, e la durata pluriennale del beneficio, fino a 24 mesi. Le tre misure si rivolgono a platee distinte e complementari, consentendo a molti datori di lavoro privati di cumulare potenzialmente più incentivi su assunzioni diverse. Il potenziamento dei massimali per le imprese localizzate nella ZES Unica rende queste agevolazioni particolarmente rilevanti per chi opera o intende aprire unità produttive nel Mezzogiorno e nelle aree interne del Paese.

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Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2026