Scadenza
Non specificata
Forma
Fondo perduto
Budget totale
Non specificato
Contributo max
Non specificato
Descrizione del bando
Il bando Potenziamento sale è un'iniziativa della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo volta a sostenere gli esercenti cinematografici italiani nel rinnovamento e nella creazione di infrastrutture dedicate alla proiezione cinematografica. Si tratta di un intervento strutturale pensato per rivitalizzare il settore dell'esercizio cinematografico, in particolare nelle aree geografiche e nelle situazioni dove le sale sono assenti o in difficoltà.
L'agevolazione si concretizza in un contributo a fondo perduto, ossia una somma che non deve essere restituita. Il meccanismo di assegnazione è automatico, il che significa che non è prevista una selezione competitiva tra i progetti: chi rispetta i requisiti ha diritto al finanziamento secondo le aliquote previste. Questo rappresenta un vantaggio significativo rispetto ai bandi a sportello, poiché elimina l'incertezza legata alla valutazione comparativa.
Il bando finanzia quattro tipologie di interventi: la riattivazione di sale cinematografiche che sono state chiuse o dismesse, la realizzazione di nuove sale ex novo, la trasformazione di sale esistenti finalizzata all'aumento del numero di schermi, e infine la ristrutturazione e l'adeguamento strutturale di impianti già operativi. Questa ampiezza di interventi consente agli esercenti di accedere al finanziamento sia che intendano recuperare spazi abbandonati sia che vogliano modernizzare strutture già funzionanti.
I beneficiari sono esclusivamente le imprese di esercizio cinematografico italiane. Questo significa che il soggetto richiedente deve avere la sede legale nello Spazio Economico Europeo e essere tassato in Italia. Non sono specificate limitazioni relative alla forma giuridica (società di capitali, società di persone, ditte individuali), ma è evidente che l'attività principale deve essere l'esercizio di sale cinematografiche.
L'entità del contributo varia in base a caratteristiche specifiche della sala e della dimensione dell'impresa. Il contributo massimo raggiunge il 60% degli investimenti realizzati per tre categorie di sale particolarmente prioritarie: quelle ubicate in comuni dove sia stato dichiarato lo stato d'emergenza nei dieci anni precedenti la richiesta, le sale storiche, e le sale situate in comuni con meno di 15.000 abitanti che risultino sprovvisti di sale cinematografiche attive. Questa aliquota più elevata riflette l'intento di incentivare interventi in aree svantaggiate o in situazioni di particolare fragilità.
Per le altre situazioni, il contributo è pari al 50% degli investimenti. Rientrano in questa categoria le sale ubicate in comuni con meno di 15.000 abitanti che già dispongono di almeno una sala attiva, oppure le sale situate in comuni con più di 15.000 abitanti, con una priorità esplicita per gli interventi nelle aree periferiche. Questa differenziazione geografica mira a bilanciare il sostegno tra aree già servite e aree con minore offerta cinematografica.
Entrambe le aliquote (60% e 50%) sono incrementate ulteriormente in base alla dimensione dell'impresa richiedente. Se l'investimento è realizzato da una micro impresa, il contributo aumenta di 20 punti percentuali; se realizzato da una piccola impresa, l'incremento è di 10 punti percentuali. Ciò significa che una micro impresa che realizza un intervento in una sala storica potrebbe beneficiare di un contributo fino all'80% (60% + 20%), mentre una piccola impresa nella medesima situazione potrebbe arrivare al 70% (60% + 10%). Questi incrementi riconoscono le maggiori difficoltà finanziarie delle imprese di minore dimensione.
Per accedere al bando è necessario soddisfare una serie di requisiti di eleggibilità. Innanzitutto, la sala deve garantire l'accessibilità ai soggetti portatori di handicap motorio, secondo standard adeguati. Inoltre, la sala deve essere attrezzata per la fruizione da parte di persone con disabilità, mediante sottotitoli e strumenti di audiodescrizione. Questi requisiti riflettono l'impegno verso l'inclusione e l'accessibilità culturale.
Un vincolo temporale importante è che l'attività di esercizio cinematografico deve essere mantenuta per almeno cinque anni successivi alla richiesta del contributo. Questo assicura che l'investimento pubblico non sia utilizzato per operazioni speculative o di breve durata. Inoltre, è previsto un obbligo di programmazione: per tre anni dalla richiesta del contributo, la sala deve dedicare almeno il 35% del numero complessivo di proiezioni a film italiani. Questo vincolo mira a sostenere la produzione cinematografica nazionale attraverso l'impegno degli esercenti.
L'erogazione del contributo avviene in due fasi. Al momento dell'assegnazione, viene versato il 30% dell'importo totale. Il saldo rimanente (70%) viene erogato successivamente, previa richiesta del beneficiario, entro 90 giorni dal termine dei lavori. Questa modalità di pagamento rateizzato è comune nei bandi di investimento e consente all'amministrazione di verificare il completamento effettivo dei lavori prima di erogare la parte più consistente del finanziamento.
Il bando è gestito dalla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo presso il Ministero della Cultura. Per informazioni e chiarimenti, è possibile contattare diversi referenti: il Servizio II è raggiungibile tramite PEO all'indirizzo dg-ca.servizio2@cultura.gov.it o tramite PEC all'indirizzo dg-ca.servizio2@pec.cultura.gov.it. Il Dirigente Angelo Cagnazzo è disponibile al numero 06.6723.3248 o via email. Inoltre, personale di Ales SpA e altri funzionari sono designati per fornire supporto tecnico e amministrativo durante l'istruttoria delle domande.
In sintesi, il bando Potenziamento sale rappresenta un'opportunità significativa per gli esercenti cinematografici italiani che intendono investire nella creazione, riattivazione o modernizzazione di sale. L'automaticità del meccanismo di assegnazione, l'ampiezza delle spese finanziabili, e gli incrementi per le micro e piccole imprese lo rendono particolarmente attrattivo per operatori di minore dimensione. I vincoli relativi all'accessibilità, alla durata dell'attività e alla programmazione di film italiani sono ragionevoli e coerenti con gli obiettivi di politica culturale nazionale.
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Questo bando è rivolto a 1 tipologie di impresa in 1 settori ATECO nell'area nazionale.
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