Produzione investitori esterni

Ente erogante: Direzione Generale Cinema e Audiovisivo

Scadenza

31 dicembre 2020

Forma

Credito d'imposta

Budget totale

Non specificato

Contributo max

2.000.000 €

Descrizione del bando

Il bando "Produzione investitori esterni" è uno strumento di agevolazione fiscale gestito dalla Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, rivolto a imprese esterne al settore cinematografico e audiovisivo che desiderano investire in produzioni filmiche italiane. Si tratta di un credito d'imposta, ossia una compensazione fiscale che consente all'impresa investitrice di ridurre il proprio carico tributario in base all'importo versato a titolo di investimento di rischio.

Il meccanismo è particolarmente interessante per le aziende che operano in settori diversi da quello audiovisivo e che intendono diversificare il proprio portafoglio investimenti supportando la produzione di film italiani o coproduzioni. L'agevolazione copre esclusivamente film, sia lungometraggi che cortometraggi, purché di nazionalità italiana o in regime di coproduzione internazionale.

L'aliquota del credito d'imposta è fissata al 20% degli apporti in denaro versati come investimento di rischio. Tuttavia, questa percentuale può essere incrementata: sale al 30% nel caso di contratti di associazione in partecipazione stipulati e registrati entro il 31 dicembre 2019, e raggiunge il 40% qualora gli apporti siano destinati a produzioni che hanno già ricevuto contributi selettivi dalla Direzione Generale. Questo significa che a parità di investimento, il beneficio fiscale può variare significativamente in base alla struttura contrattuale e al tipo di progetto finanziato.

Sono ammissibili come beneficiari tutte le imprese esterne al settore cinematografico e audiovisivo, con alcune esclusioni rilevanti. Non possono accedere al credito le imprese che hanno accordi di fornitura di beni e servizi relativi all'opera, le imprese appartenenti al medesimo gruppo dell'impresa di produzione, le associazioni culturali e fondazioni senza scopo di lucro, le emittenti televisive e le piattaforme di streaming (classificate ATECO J 59.1), nonché le imprese che fanno parte di un gruppo che includa una o più imprese cinematografiche o audiovisive. Queste esclusioni sono pensate per evitare conflitti di interesse e garantire che il credito vada effettivamente a soggetti esterni al settore.

Per quanto riguarda le spese ammissibili, il credito copre importi destinati a soddisfare il fabbisogno finanziario relativo al costo di produzione del film. L'apporto in denaro deve corrispondere ad almeno il 5% del costo eleggibile di produzione, garantendo così un coinvolgimento minimo dell'investitore esterno. Tuttavia, il credito riconosciuto non può superare il 70% dell'apporto stesso quando si applica l'aliquota al 20%, oppure il 60% nel caso di aliquote al 30% o 40%. Questo significa che l'impresa investitrice non recupera fiscalmente l'intero importo versato, ma una percentuale di esso, con un tetto massimo.

Il limite di credito annuo è fissato a 1 milione di euro per singola impresa, mentre per i gruppi di imprese il limite sale a 2 milioni di euro. Questo rappresenta un vincolo importante da considerare nella pianificazione degli investimenti, soprattutto per le aziende di grandi dimensioni che potrebbero avere capacità di investimento superiore.

La procedura di accesso prevede due fasi: una fase preventiva e una fase definitiva. Nella fase preventiva, l'impresa deve presentare richiesta entro 30 giorni dalla registrazione dei contratti e comunque non oltre la richiesta di rilascio del nulla osta. La Direzione Generale Cinema e Audiovisivo comunica il riconoscimento del credito d'imposta spettante entro 60 giorni dalla ricezione della richiesta. Nella fase definitiva, l'impresa presenta la richiesta dopo aver ottenuto la certificazione di nazionalità italiana del film e, comunque, non oltre 180 giorni dall'ottenimento del nulla osta di proiezione. Il termine complessivo per la presentazione della richiesta definitiva è di 24 mesi dalla presentazione della richiesta preventiva, con eccezioni per cortometraggi (12 mesi) e film di animazione (36 mesi). Entro 30 giorni dal trasferimento dei fondi, l'impresa deve trasmettere alla Direzione Generale la documentazione bancaria necessaria, e la comunicazione del riconoscimento definitivo del credito avviene entro 60 giorni dalla ricezione della richiesta.

Un aspetto importante da sottolineare è che il credito d'imposta riconosciuto non è cedibile, il che significa che l'impresa investitrice deve utilizzarlo direttamente nella propria dichiarazione dei redditi per compensare il proprio carico fiscale. Inoltre, il bando è riservato a contratti stipulati e registrati entro il 31 dicembre 2020, il che implica che non si tratta di un bando aperto a nuove adesioni, ma di uno strumento già chiuso per quanto riguarda la sottoscrizione di nuovi contratti.

Il principale vantaggio di questo bando è la possibilità per imprese esterne al settore audiovisivo di ottenere una riduzione fiscale significativa su investimenti in produzioni filmiche, combinando così una scelta di diversificazione patrimoniale con un beneficio tributario concreto. Tuttavia, è essenziale verificare attentamente i requisiti di eleggibilità, in particolare le esclusioni relative ai gruppi di imprese e agli accordi di fornitura, per evitare di investire risorse in una domanda che potrebbe risultare inammissibile.

Per informazioni dettagliate e supporto nella presentazione delle richieste, è possibile contattare i referenti della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Servizio III, tramite i contatti forniti dal Ministero della Cultura.

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Area geografica

nazionale

Tematiche

credito d'impostacinemaaudiovisivoinvestitori esterniproduzione filmincentivi culturali

Requisiti dettagliati

Questo bando è rivolto a 1 tipologie di impresa in 3 settori ATECO nell'area nazionale.

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Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2026