Regione Piemonte - RI.TECH. Applicazione e diffusione di tecnologie di riciclaggio

Ente erogante: Regione Piemonte

Scadenza

Non specificata

Forma

Fondo perduto

Budget totale

9.000.000 €

Contributo max

Non specificato

Descrizione del bando

Il bando Ri.TECH., promosso dalla Regione Piemonte nell'ambito del Programma Regionale FESR 2021/2027, mette a disposizione contributi a fondo perduto per sostenere interventi di ampliamento o adeguamento di impianti già autorizzati e in esercizio dedicati al riciclaggio di rifiuti urbani e speciali. La misura si inserisce nell'obiettivo europeo di promuovere la transizione verso un'economia circolare, con particolare attenzione al recupero di materie prime critiche e all'efficientamento dei sistemi di trattamento dei rifiuti. La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 9 milioni di euro.

L'agevolazione assume esclusivamente la forma di sovvenzione diretta, ovvero contributo a fondo perduto. Non sono previste forme di finanziamento agevolato o garanzie. La gestione operativa del bando è affidata a Finpiemonte S.p.A., che funge da Organismo Intermedio per tutte le fasi del procedimento: istruttoria, concessione, erogazione, controllo ed eventuale revoca.

Sul piano dei destinatari, possono accedere al bando le piccole e medie imprese, così come definite dall'Allegato I del Regolamento UE 651/2014, con sede operativa in Piemonte. Sono ammessi anche gli enti del Terzo Settore iscritti al relativo registro nazionale, a condizione che siano iscritti al REA, risultino in visura camerale e siano classificabili come PMI. In entrambi i casi, la sede o l'unità locale dove si realizza l'intervento deve essere situata e operativa in Piemonte. Non sono ammissibili le grandi imprese.

Per poter presentare domanda, le imprese devono soddisfare una serie di requisiti di ammissibilità. Devono essere iscritte al Registro delle Imprese e disporre di almeno un bilancio chiuso e approvato, anche se relativo a un periodo inferiore all'anno nel caso di imprese neocostituite. Non devono trovarsi in stato di difficoltà finanziaria ai sensi della normativa europea, né essere soggette a procedure concorsuali, liquidazione volontaria, scioglimento o inattività. Non devono avere obblighi di restituzione pendenti nei confronti di Finpiemonte o della Regione Piemonte derivanti da precedenti agevolazioni revocate. È richiesta inoltre la trasparenza della compagine societaria: non sono ammesse società fiduciarie, salvo che forniscano documentazione completa su tutti i fiducianti. In presenza di collegamenti con imprese estere, è necessario produrre documentazione equivalente alla visura camerale e gli ultimi due bilanci approvati delle società collegate. Il proponente deve infine dimostrare la disponibilità dell'immobile in cui si realizzerà l'intervento.

Il codice ATECO primario della sede o unità locale destinataria dell'intervento non deve rientrare tra le attività escluse elencate nell'Allegato 4 del bando. Questo aspetto è particolarmente rilevante per le imprese che operano in settori contigui ma non direttamente riconducibili al trattamento e riciclaggio dei rifiuti.

Sul piano degli interventi finanziabili, il bando copre un perimetro tematico ampio e articolato. Sono ammissibili interventi su impianti per il trattamento della frazione organica, compresi digestori anaerobici, impianti di compostaggio e impianti integrati, anche con focus sulle bioplastiche. Rientrano nel perimetro anche gli impianti per il trattamento di rifiuti ingombranti, tessili, plastiche e in generale tutte le filiere della raccolta differenziata. Sul versante dei rifiuti speciali, sono finanziabili interventi su impianti per il trattamento di plastiche miste, pile e batterie, car fluff, fanghi di depurazione, rifiuti da costruzione e demolizione, pneumatici e tessili, con attenzione specifica al recupero di materie prime critiche. Una categoria di particolare rilievo riguarda i RAEE, inclusi i pannelli fotovoltaici, e le batterie e accumulatori: sono ammissibili interventi di preparazione al riutilizzo, trattamento preliminare, riciclaggio vero e proprio e recupero delle materie prime critiche presenti, incluso il trattamento di sottoprodotti come la cosiddetta "black mass" derivante dal trattamento delle batterie.

È importante sottolineare che il bando finanzia esclusivamente interventi di ampliamento o adeguamento di impianti già autorizzati e in esercizio, non la realizzazione di nuovi impianti ex novo. Questo vincolo è strutturale e qualificante: l'impresa deve già operare nel settore e disporre di un impianto funzionante su cui intervenire.

Le spese ammissibili e le intensità di aiuto applicabili sono disciplinate in dettaglio rispettivamente ai paragrafi 2.7 e 2.9 del bando. Il testo non riporta esplicitamente le percentuali di contribuzione, che si rimanda alla lettura diretta di tali sezioni. È prevista una soglia minima di investimento, anch'essa definita al paragrafo 2.2.2. Le regole di cumulo con altre agevolazioni pubbliche sono disciplinate al paragrafo 2.10 e devono essere verificate con attenzione in caso di cofinanziamenti già ottenuti o in corso di richiesta.

Il bando impone il rispetto del principio del Do No Significant Harm (DNSH), ovvero la garanzia che gli interventi finanziati non arrechino danno significativo a nessuno dei sei obiettivi ambientali europei. È altresì richiesta l'immunizzazione dagli effetti del clima per gli investimenti in infrastrutture con durata attesa di almeno cinque anni, con apposita dichiarazione da allegare alla domanda. Gli interventi devono essere coerenti con la pianificazione regionale in materia di rifiuti, in particolare con il Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e di bonifica delle aree inquinate e con il Piano regionale di gestione dei rifiuti speciali.

La procedura di accesso è a sportello, con valutazione delle domande in ordine cronologico di presentazione. Le istanze devono essere presentate attraverso le modalità indicate al paragrafo 3.1 del bando. La valutazione avviene secondo una griglia di criteri dettagliata nell'Allegato 5. Una volta ammessa, l'agevolazione viene concessa formalmente e le spese devono essere rendicontate secondo le modalità previste al paragrafo 3.4. Il contributo viene erogato secondo le modalità descritte al paragrafo 3.6, che prevedono presumibilmente pagamenti in più tranche legate all'avanzamento del progetto. La durata del progetto è disciplinata al paragrafo 2.6.

Tra gli allegati obbligatori da predisporre figurano la dichiarazione di Climate Proofing, la dichiarazione sul rispetto del DNSH, la dichiarazione di disponibilità dell'immobile, la dichiarazione sugli obblighi in materia di assicurazione da danni catastrofali e, se del caso, la dichiarazione relativa all'atto di impegno per certificazione. È richiesta anche la predisposizione di una relazione tecnico-economica secondo lo schema fornito nell'Allegato 6.

I beneficiari sono soggetti a obblighi specifici per tutta la durata del progetto e successivamente, inclusi quelli di visibilità e comunicazione previsti dalla normativa FESR. In caso di inadempimento, il bando prevede meccanismi di revoca totale o parziale dell'agevolazione con obbligo di restituzione delle somme percepite, oltre a possibili sanzioni amministrative. La documentazione di progetto deve essere conservata per i periodi previsti

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Area geografica

Piemonte

Tematiche

riciclaggioeconomia circolareFESRrifiutimaterie prime criticheRAEEtransizione ecologicainnovazione ambientaleimpianti trattamentobatterie

Requisiti dettagliati

Questo bando è rivolto a 2 tipologie di impresa in 6 settori ATECO nell'area Piemonte.

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Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2026