Investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività non agricole
Ente erogante: Città Metropolitana di Bologna
Scadenza
30 settembre 2026
127 giorni rimanenti
Forma
Fondo perduto
Budget totale
800.000 €
Contributo max
Non specificato
Descrizione del bando
Questo bando della Città Metropolitana di Bologna rappresenta un'opportunità di finanziamento dedicata agli imprenditori agricoli che desiderano diversificare il proprio reddito attraverso attività agrituristiche e ricreative, contribuendo al contempo al rilancio economico e demografico delle aree rurali della provincia.
La misura offre un contributo in conto capitale, ovvero un finanziamento a fondo perduto che non richiede restituzione. L'importo del contributo varia in base alla localizzazione geografica dell'azienda: raggiunge il 50% della spesa ammissibile per gli interventi situati in Zona D (Aree rurali con problemi di sviluppo), mentre scende al 45% per quelli in Zona C (Aree rurali intermedie). Le risorse complessive messe a disposizione ammontano a 800.000 euro, un budget significativo che tuttavia sarà distribuito tra tutti i progetti approvati.
I beneficiari sono esclusivamente gli imprenditori agricoli, sia operanti singolarmente che in forma associata, purché iscritti nel registro delle imprese agricole secondo l'articolo 2135 del Codice civile. Un requisito fondamentale per accedere al finanziamento è l'iscrizione all'elenco degli operatori agrituristici di cui all'articolo 30 della Legge Regionale Emilia-Romagna n. 4/2009, sezione "operatori agrituristici". Inoltre, è necessario possedere la certificazione del rapporto di connessione rilasciata dalla Regione Emilia-Romagna, documento che definisce quali attività agrituristiche possono essere effettivamente svolte presso l'azienda e che fissa i limiti dimensionali massimi degli interventi realizzabili.
Le spese ammissibili coprono un ampio spettro di investimenti strutturali e impiantistici. Sono finanziabili gli interventi di recupero, ristrutturazione e ampliamento dei fabbricati aziendali esistenti, la realizzazione di piazzole per campeggio complete di infrastrutture di servizio (impianti elettrici, idrici, sanitari e altre dotazioni necessarie), nonché il recupero e l'allestimento di strutture dedicate ad attività ricreative, sportive, culturali, didattiche e per il tempo libero, incluse piscine e percorsi vita. È possibile anche costruire nuove strutture a sé stanti esclusivamente per servizi accessori all'attività agrituristica, nel rispetto dei limiti normativi regionali. Rientrano nelle spese ammissibili anche il recupero e l'ampliamento di locali destinati a sale pluriuso, le sistemazioni esterne a servizio dei fabbricati agrituristici (esclusi impianti agricoli o di forestazione), l'allestimento di camere, sale ristorazione, cucine e locali accessori con acquisto di mobili, dotazioni e attrezzature fisse inventariabili. Per l'Ospitalità Rurale Familiare, categoria specifica definita dalla normativa regionale, è ammissibile solo il recupero di locali in edifici esistenti destinati a camere e bagni per gli ospiti. Sono inoltre finanziabili le spese generali e tecniche fino a un massimo del 10% della spesa ammissibile complessiva, nonché l'acquisto di attrezzature informatiche e software per la gestione dell'attività agrituristica.
I requisiti di eleggibilità si concentrano principalmente sulla qualificazione dell'imprenditore e sulla conformità normativa. L'impresa deve essere agricola secondo la definizione civilistica, deve risultare iscritta all'elenco regionale degli operatori agrituristici e deve disporre della certificazione del rapporto di connessione. Tutti gli interventi strutturali devono essere dimensionati nel rispetto dei limiti massimi indicati nel certificato di connessione, garantendo così che gli investimenti rimangono coerenti con le caratteristiche e le potenzialità dell'azienda agricola. Non sono stati comunicati vincoli specifici relativi a regolamenti europei come il de minimis o il GBER, pertanto è consigliabile verificare direttamente con l'ente erogatore la conformità alle normative comunitarie in materia di aiuti di Stato.
La procedura di accesso è relativamente semplice: le domande devono essere presentate entro il 30 settembre 2026 alle ore 13.00. Il bando è aperto a partire dal 25 maggio 2026, offrendo quindi una finestra temporale di circa quattro mesi per preparare la documentazione e sottomettere la candidatura. Per informazioni complete e vincolanti, è necessario consultare la pagina dedicata presso la Città Metropolitana di Bologna - Progetti d'Impresa.
Il valore principale di questo bando risiede nella possibilità di realizzare investimenti significativi in infrastrutture agrituristiche con un contributo a fondo perduto che copre una quota rilevante della spesa, riducendo così il ricorso a finanziamenti bancari e il carico finanziario dell'impresa. Per gli agricoltori delle aree rurali della provincia di Bologna, rappresenta un'occasione concreta per diversificare il reddito agricolo tradizionale, aumentare l'attrattività dell'azienda e contribuire al presidio economico e demografico del territorio rurale.
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