Investimenti in neo imprese extra agricole
Ente erogante: Città Metropolitana di Bologna
Scadenza
30 ottobre 2026
148 giorni rimanenti
Forma
Fondo perduto
Budget totale
404.777 €
Contributo max
80.000 €
Descrizione del bando
Il bando sostiene la nascita e il primo sviluppo di imprese extra-agricole nei comuni dell'Appennino Bolognese classificati come aree rurali, attraverso un contributo a fondo perduto. L'obiettivo è incentivare la creazione di nuove realtà imprenditoriali o l'avvio di attività del tutto nuove da parte di soggetti già costituiti, in territori caratterizzati da specifiche esigenze di sviluppo rurale.
L'agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto calcolato sulle spese ammissibili, con un'intensità differenziata in base alla classificazione territoriale del comune in cui si realizza l'investimento: il contributo è pari al 40% per i progetti localizzati nelle aree rurali di tipo C (aree rurali con problemi di sviluppo) e al 60% per quelli in area D (aree rurali intermedie). L'investimento minimo richiesto è di 10.000 euro, mentre il massimo finanziabile è fissato a 80.000 euro. La dotazione complessiva del bando ammonta a circa 404.777 euro.
Possono accedere al bando diverse categorie di soggetti. Le persone fisiche che intendano costituirsi in micro o piccola impresa extra-agricola sono ammissibili, così come le micro e piccole imprese extra-agricole già costituite da non più di un anno dalla data di presentazione della domanda, oppure imprese costituite da più di un anno che intendano avviare un'attività extra-agricola mai esercitata in precedenza. Sono inclusi anche i liberi professionisti in forma individuale che esercitano l'attività da non più di un anno, nonché le associazioni non partecipate da soggetti pubblici con caratteristiche di micro e piccola impresa, anch'esse costituite da non più di un anno o, se più anziane, intenzionate ad avviare una nuova attività mai svolta. La definizione di micro e piccola impresa fa riferimento all'Allegato I del Regolamento UE 2472/2022. La localizzazione geografica è vincolante: gli investimenti devono ricadere nei comuni dell'Appennino Bolognese classificati nelle aree rurali C o D.
Gli interventi finanziabili riguardano la creazione di nuove imprese extra-agricole e l'innovazione, l'ammodernamento, la qualificazione e la diversificazione nelle neo-imprese extra-agricole già esistenti. Le spese ammissibili coprono un ventaglio piuttosto ampio. Sono finanziabili la ristrutturazione, il recupero e l'ampliamento di beni immobili e relative pertinenze in cui si svolge o si svolgerà l'attività, nonché arredi funzionali, macchinari, impianti e attrezzature funzionali al processo produttivo. Sono ammissibili anche impianti e attrezzature per la lavorazione, trasformazione e conservazione di prodotti o servizi, a condizione che l'investimento riguardi la creazione, valorizzazione e sviluppo della trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non compresi nell'Allegato I del TFUE. Gli impianti di produzione di energia rinnovabile per autoconsumo sono finanziabili, purché la potenza non superi il fabbisogno medio aziendale annuo: la quota eccedente non è ammissibile.
Rientrano tra le spese ammissibili anche le spese di promozione, entro il limite massimo del 15% delle spese di investimento materiale, e l'acquisizione di hardware, software e programmi informatici funzionali all'attività avviata, nel limite del 20% delle spese di investimento materiale. Per quanto riguarda i veicoli, sono ammissibili i veicoli industriali con portata superiore ai 35 quintali con relativi allestimenti, mentre i veicoli non industriali sono finanziabili solo se strettamente funzionali all'attività d'impresa: il testo cita a titolo esemplificativo bici, e-bike, mezzi per disabili, imbarcazioni per turismo fluviale e vallivo, pulmini, minivan, furgoni, camion, mezzi per il trasporto merci, taxi, noleggio con conducente, bus e autonegozi, con un tetto di spesa di 30.000 euro per questa categoria. Le spese generali sono ammissibili in misura differenziata: fino al 10% per le spese tecniche collegate a interventi su beni immobili (progettazione, direzione lavori, assistenza, adempimenti amministrativi) e fino al 3% per le spese collegate all'acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e allestimenti, inclusa la messa in opera.
Le domande devono essere presentate entro il 30 ottobre 2026 alle ore 12.00, con apertura della finestra di candidatura fissata al 3 giugno 2026. La presentazione avviene tramite domanda di sostegno, secondo le modalità previste dal bando.
Per un imprenditore o aspirante tale che operi o voglia operare in questi territori montani, il bando rappresenta un'opportunità concreta di accedere a risorse a fondo perduto per avviare o consolidare un'attività non agricola, con un'intensità di contributo particolarmente elevata nelle aree più svantaggiate e una gamma di spese ammissibili sufficientemente ampia da coprire sia gli investimenti strutturali che quelli strumentali e promozionali.
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Requisiti dettagliati
Questo bando è rivolto a 3 tipologie di impresa nell'area emilia-romagna.
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