EDF | Developing tomorrow's defence capabilities
Ente erogante: European Defence Fund
Scadenza
Non specificata
Forma
Fondo perduto
Budget totale
7.300.000.000 €
Contributo max
Non specificato
Descrizione del bando
Il Fondo Europeo per la Difesa (European Defence Fund, EDF) è uno strumento finanziario dell'Unione Europea pensato per sostenere lo sviluppo collaborativo di tecnologie e capacità difensive innovative e interoperabili tra gli Stati membri. Il Fondo si rivolge a imprese, centri di ricerca e altri soggetti coinvolti nella filiera della difesa, con l'obiettivo di ridurre la frammentazione degli investimenti nel settore e rafforzare la base industriale e tecnologica della difesa europea.
Il programma dispone di un budget complessivo di circa 7,3 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, di cui circa 2,7 miliardi destinati alla ricerca collaborativa nel campo della difesa e circa 5,3 miliardi dedicati allo sviluppo collaborativo di capacità, a complemento dei contributi nazionali degli Stati membri. L'agevolazione è erogata principalmente sotto forma di sovvenzioni (grant), con un tasso di copertura che può arrivare fino al 100% dei costi ammissibili, in funzione delle attività svolte. È previsto un sistema di bonus che premia la partecipazione di PMI, mid-cap e la connessione del progetto a iniziative PESCO (Cooperazione Strutturata Permanente).
Il programma è strutturato attraverso programmi di lavoro annuali, organizzati lungo 34 categorie tematiche e orizzontali di azioni, progettate per coprire tutti i domini militari e le tecnologie abilitanti chiave. Le priorità sono definite in coerenza con le priorità di capacità difensiva concordate dagli Stati membri nell'ambito della Politica di Sicurezza e Difesa Comune (PSDC), con particolare riferimento al Piano di Sviluppo delle Capacità (CDP), tenendo conto anche delle priorità NATO e di altre organizzazioni internazionali. I programmi di lavoro annuali sono elaborati in stretta cooperazione con i rappresentanti degli Stati membri nel Comitato del Programma EDF, con il coinvolgimento dell'Agenzia Europea per la Difesa (EDA) e del Servizio Europeo per l'Azione Esterna (SEAE). Il programma è gestito direttamente dalla Commissione europea, con possibilità di delegare la gestione di singoli grant a entità incaricate in casi debitamente giustificati.
Con riferimento al Programma di Lavoro 2026, adottato dalla Commissione il 17 dicembre 2025, sono stati stanziati circa 1 miliardo di euro per attività collaborative di ricerca e sviluppo nel settore della difesa. Il programma 2026 articola 31 topic di call, strutturati lungo sette call tematiche, tre call non tematiche, un'azione focalizzata sulle minacce derivanti da veicoli plananti ipersonici e due azioni a supporto della EU Alliance for Defence Medical Countermeasures. Circa metà del budget è destinata a sostenere lo sviluppo collaborativo su grandi capacità difensive prioritarie, tra cui lo sviluppo di un intercettore endo-atmosferico europeo, un carro armato da battaglia principale, un lanciarazzi multiplo e un vascello semi-autonomo. Un quarto del budget è allocato a tecnologie e capacità critiche in aree avanzate, tra cui reti quantistiche sicure, guerra elettronica, cloud per operazioni multi-dominio e sistemi ad alta efficienza energetica. L'ultimo quarto è dedicato all'implementazione del EU Defence Innovation Scheme (EUDIS), che sostiene l'innovazione e le tecnologie dirompenti per applicazioni difensive, con circa 60 milioni di euro specificamente destinati a tecnologie disruptive e circa 60 milioni riservati a call non tematiche per PMI.
Per le imprese italiane, in particolare le PMI e le mid-cap attive nella filiera della difesa, della ricerca applicata o delle tecnologie abilitanti, questo strumento rappresenta un'opportunità concreta di accedere a finanziamenti europei a fondo perduto su progetti ad alto contenuto tecnologico, in consorzio con partner di altri Stati membri. La partecipazione richiede necessariamente una dimensione collaborativa e transnazionale: i progetti devono essere sviluppati in consorzio tra soggetti di più Paesi membri. Le domande vengono presentate in risposta alle call for proposals pubblicate nell'ambito dei programmi di lavoro annuali, attraverso i canali istituzionali della Commissione europea.
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