Scadenza
Non specificata
Forma
Fondo perduto
Budget totale
Non specificato
Contributo max
Non specificato
Descrizione del bando
Il bando Ricerca e Sviluppo 2026 rappresenta un'opportunità di finanziamento promossa congiuntamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona, con l'obiettivo di sostenere progetti di ricerca applicata che nascono dalla collaborazione strutturata tra imprese, centri di ricerca e comunità locali. L'iniziativa intende rafforzare il dialogo tra il mondo della ricerca e quello produttivo, creando al contempo opportunità di crescita professionale per i giovani ricercatori.
La tipologia di agevolazione consiste nel finanziamento di progetti di ricerca applicata volti allo sviluppo di nuovi processi, prodotti o servizi. Il bando non prevede un contributo a fondo perduto diretto alle imprese, bensì finanzia le attività di ricerca condotte dalle realtà di ricerca partner, con l'impresa che svolge un ruolo attivo di co-progettazione e beneficiaria indiretta dei risultati applicativi. È importante sottolineare che le imprese con fini di lucro non possono ricevere direttamente contributi dalle Fondazioni, ma possono partecipare come partner operativo o come co-finanziatori del progetto.
I progetti devono affrontare sfide specifiche legate a tre ambiti tematici principali, tutti coerenti con le direttrici strategiche di Industria 5.0. Il primo ambito riguarda lo sviluppo di processi di produzione circolari che riutilizzino, convertano e riciclino le risorse, riducendo sprechi e impatto ambientale. Il secondo ambito si concentra sull'adozione di modelli di produzione attenti al ciclo di vita dei prodotti e al loro impatto ambientale complessivo. Il terzo ambito affronta lo sviluppo di processi di produzione per la gestione sostenibile delle risorse, incluse quelle naturali, con l'obiettivo di ridurre il consumo di energia, le emissioni di gas serra e l'utilizzo di sostanze inquinanti. Tutti questi ambiti devono valorizzare il contributo delle tecnologie abilitanti, come l'intelligenza artificiale generativa, promuovendo al contempo il benessere delle comunità e la salvaguardia degli ecosistemi territoriali.
Il bando è rivolto a reti di partenariato composte da almeno tre soggetti con ruoli e caratteristiche specifiche. La realtà di ricerca capofila deve avere sede operativa nel Triveneto (Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia) o nelle province di Ancona e Mantova. Per realtà di ricerca si intendono enti, istituti o centri di ricerca, nonché dipartimenti universitari che prevedono esplicitamente nel proprio statuto la ricerca scientifica come finalità primaria. Tali realtà devono operare senza scopo di lucro, possedere un'esperienza comprovata nel settore e disporre direttamente di risorse umane e strumentali adeguate allo svolgimento delle attività proposte. L'impresa partner deve essere iscritta al Registro delle imprese e avere sede operativa nei territori di riferimento delle Fondazioni: province di Verona, Vicenza, Belluno, Ancona e Mantova per Fondazione Cariverona, oppure provincia di Trento per Fondazione Caritro. Ogni rete deve inoltre prevedere il coinvolgimento attivo di almeno un giovane ricercatore o ricercatrice post-dottorato con requisiti specifici: possesso del titolo di dottore o dottoressa di ricerca e un'età pari o inferiore a 35 anni (data di nascita a partire dal 1° gennaio 1991), con possibilità di deroga fino a 2 anni aggiuntivi in caso di congedo di maternità comprovato.
La rete progettuale può includere partner con sede al di fuori dei territori indicati, tuttavia i costi relativi alle attività di ricerca svolte presso tali sedi sono ammissibili entro un limite massimo complessivo del 10% sul costo totale del progetto. È inoltre possibile prevedere la partecipazione di altri giovani ricercatori e ricercatrici, non necessariamente in possesso del titolo di dottorato, purché nati a partire dal 1° gennaio 1991 e non beneficiari, per l'intera durata del progetto, di altre borse di studio, contratti o assegni di ricerca di durata superiore a 6 mesi.
Le spese ammissibili riguardano le attività di ricerca applicata condotte dalle realtà di ricerca partner, con particolare attenzione ai risultati applicativi concreti e raggiungibili nel corso del progetto. Il bando valorizza positivamente la capacità della rete di contribuire con proprie risorse economiche e finanziarie alla copertura dei costi progettuali, evidenziando così l'impegno e la credibilità dei partner nel progetto.
Un aspetto cruciale per l'ammissibilità riguarda la natura della collaborazione tra centro di ricerca e impresa. Non sono considerate ammissibili le proposte in cui la collaborazione si limiti a un rapporto di tipo prestazionale o di servizio, senza una reale progettazione condivisa e una sinergia operativa. Il bando richiede che l'impresa partner esprima un bisogno concreto di innovazione e sia coinvolta attivamente nelle diverse fasi della ricerca, garantendo che i risultati del progetto abbiano un valore aggiunto tangibile per lo sviluppo economico e produttivo del territorio di riferimento, andando oltre il beneficio diretto per il singolo centro di ricerca. Inoltre, è fondamentale assicurare la partecipazione diretta e qualificata dei giovani ricercatori, favorendone la crescita professionale e scientifica.
I progetti devono avviare le proprie attività entro il 2026 e avere una durata di 24 mesi. Ciascuna realtà di ricerca capofila può presentare fino a 2 progetti a ciascuna delle Fondazioni partner. Ogni impresa partner può essere coinvolta in un solo progetto, non essendo consentita la partecipazione a più proposte progettuali. Questa limitazione garantisce una distribuzione equa delle opportunità tra le diverse imprese del territorio.
Il bando rappresenta un'opportunità significativa per le imprese che operano nei territori di riferimento e che desiderano innovare i propri processi produttivi in direzione della sostenibilità e della circolarità. Il valore principale risiede nella possibilità di accedere a competenze di ricerca qualificate, di sviluppare soluzioni innovative rispondenti a bisogni concreti aziendali, e di contribuire contemporaneamente alla crescita di giovani talenti nel settore della ricerca. Per le imprese, il coinvolgimento in una rete di ricerca strutturata offre l'opportunità di anticipare tendenze di mercato, di acquisire competenze interne su tematiche strategiche come l'intelligenza artificiale e la sostenibilità, e di generare ricadute positive sul territorio di appartenenza, rafforzando al contempo la propria reputazione come soggetto innovativo e responsabile dal punto di vista ambientale e sociale.
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