Bando imprese giovanili e femminili: al via i contributi a fondo perduto per il 2026
Ente erogante: CCIAA Gran Sasso
Scadenza
Non specificata
Forma
Fondo perduto
Budget totale
Non specificato
Contributo max
Non specificato
Descrizione del bando
Il bando è promosso dalla Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia e si rivolge a due categorie distinte di imprese operanti nelle province di L'Aquila e Teramo: le nuove imprese giovanili costituite a partire dal 1° gennaio 2026 e le imprese femminili già attive o di nuova costituzione. L'obiettivo dichiarato è sostenere la diffusione della cultura imprenditoriale giovanile e femminile, favorire la creazione di nuove attività e di nuovi posti di lavoro attraverso l'erogazione di contributi a fondo perduto.
L'agevolazione consiste in un contributo in conto capitale a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili sostenute, al netto di IVA e altre imposte, con un massimale di contributo fissato a 3.500 euro per ciascuna impresa beneficiaria. Il programma di investimento deve avere un costo minimo di 2.000 euro per poter accedere al contributo. Il fondo complessivo stanziato dalla Camera di Commercio per questa misura ammonta a 150.000 euro.
Per quanto riguarda i soggetti beneficiari, le nuove imprese giovanili devono essere registrate e attive dal 1° gennaio 2026, avere sede legale e/o operativa nelle province di L'Aquila o Teramo, e il titolare deve avere un'età compresa tra i 18 e i 35 anni. Nel caso di società, è sufficiente che la compagine societaria sia composta per oltre la metà numerica dei soci e delle quote di partecipazione da soggetti nella medesima fascia d'età. Le imprese femminili, invece, devono rispettare specifici requisiti di composizione: le società cooperative e di persone devono essere costituite per almeno il 60% da donne; le società di capitali devono essere partecipate per almeno i due terzi da donne sia in termini numerici che di quote, e i loro organi di amministrazione devono essere composti per almeno i due terzi da donne; le imprese individuali devono avere una titolare donna. Non sono previste limitazioni settoriali o per codice ATECO nel testo del bando.
Le spese ammissibili comprendono: onorari notarili e costi di costituzione dell'impresa (al netto di tasse, imposte, diritti e bolli); acquisto di beni strumentali materiali e immateriali nuovi di fabbrica, intesi come beni di investimento ammortizzabili destinati all'attività d'impresa; investimenti per il risparmio e l'efficientamento energetico; opere edili, murarie e di impiantistica; realizzazione di cataloghi e monografie aziendali; spese per certificazioni volontarie di prodotto o di processo, incluse le spese di consulenza propedeutiche all'audit di conformità fino a un massimo di 1.500 euro. Tutte le spese devono essere sostenute a partire dal 1° gennaio 2026.
Sono invece esplicitamente escluse, tra le altre, le spese per investimenti in leasing, i costi interni e di personale, l'acquisto di automezzi non strettamente strumentali all'attività, l'acquisto di cellulari, le spese di rappresentanza, i volantini pubblicitari, le spese regolate in contanti o tramite compensazioni, e le spese fatturate da soggetti collegati all'impresa beneficiaria quali il legale rappresentante, i soci con cariche sociali, i loro coniugi o parenti entro il terzo grado, nonché da società legate da rapporti di controllo o collegamento ai sensi dell'art. 2359 del Codice Civile. I pagamenti devono essere effettuati in forma tracciabile, tramite bonifico bancario, ricevuta bancaria, assegni o bancomat con movimentazione documentata in estratto conto.
Per accedere al contributo, le imprese devono soddisfare una serie di requisiti trasversali: essere regolarmente iscritte al Registro delle Imprese della Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia; essere attive sia al momento della presentazione della domanda sia al momento dell'erogazione; essere in regola con il pagamento del diritto annuale camerale (con tolleranza fino a 5 euro di debito); possedere un DURC regolare; non essere soggette a procedure concorsuali o di liquidazione; non fornire beni o servizi alla Camera di Commercio; essere in regola con gli obblighi assicurativi contro i rischi catastrofali introdotti dalla normativa vigente; non effettuare operazioni di delocalizzazione ai sensi del Codice degli Incentivi. Tutti i requisiti devono essere mantenuti in modo continuativo dalla data di presentazione della domanda fino all'erogazione del contributo. Ogni impresa può presentare una sola domanda.
Il bando non specifica nel testo fornito le modalità operative di presentazione della domanda né le scadenze esatte per la presentazione, pertanto si consiglia di consultare direttamente il sito della Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia o il testo integrale del bando per verificare queste informazioni prima di procedere.
Il principale punto di interesse per un imprenditore è la natura a fondo perduto del contributo, che non richiede restituzione, e la relativa semplicità della misura: bastano investimenti a partire da 2.000 euro per accedere a un rimborso del 50% delle spese, fino a 3.500 euro. Si tratta di uno strumento particolarmente utile nella fase di avvio o di consolidamento iniziale dell'attività, soprattutto per coprire costi di costituzione, acquisto di attrezzature e adeguamenti strutturali.
Fonte del bando
Verifica condizioni, allegati e aggiornamenti nella pagina indicata dalla fonte.
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