Aiuti per progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e studi di fattibilità con Patto - Provincia Autonoma di Trento
Ente erogante: Provincia Autonoma di Trento
Scadenza
31 dicembre 2026
85 giorni rimanenti
Forma
Fondo perduto
Budget totale
60.000.000 €
Contributo max
7.700.000 €
Descrizione del bando
La misura è rivolta alle imprese di qualsiasi dimensione — piccole, medie e grandi — che intendono realizzare progetti di ricerca industriale o sviluppo sperimentale, con l'obiettivo di creare nuovi prodotti, processi o servizi, oppure migliorare in misura significativa quelli già esistenti. Rientrano nell'ambito anche i centri di ricerca aziendali. La localizzazione è un requisito essenziale: i progetti devono essere realizzati nell'ambito di un'unità operativa situata nel territorio della Provincia Autonoma di Trento.
La misura si articola in due sottomisure distinte. La prima (sottomisura A1) è destinata a progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale condotti da piccole, medie o grandi imprese. La seconda (sottomisura A2) è pensata specificamente per i centri di ricerca di impresa e riguarda programmi di ricerca e sviluppo sperimentale di più ampio respiro. I progetti possono essere realizzati anche in forma congiunta con altri soggetti, il che apre alla possibilità di collaborazioni tra imprese o con enti di ricerca.
L'agevolazione assume la forma di un contributo a fondo perduto, erogato in regime di esenzione. La soglia minima di spesa ammessa è superiore a un milione di euro, il che configura questa misura come uno strumento rivolto a iniziative di ricerca e sviluppo di dimensione rilevante. Per i progetti che superano questa soglia, la concessione dell'incentivo è subordinata alla sottoscrizione di un Patto tra la Provincia Autonoma di Trento e l'impresa richiedente. Attraverso questo Patto vengono condivisi obiettivi e obblighi relativi allo sviluppo del territorio, rendendo il rapporto tra beneficiario e istituzione più strutturato e vincolante rispetto a un semplice finanziamento a bando.
Sul piano delle tempistiche di realizzazione, i progetti della sottomisura A1 devono essere avviati entro tre mesi dalla data di concessione dell'incentivo e completati entro tre anni dall'avvio. Per la sottomisura A2, il termine di completamento si estende a cinque anni dall'avvio, a riflesso della maggiore complessità dei programmi affidati ai centri di ricerca aziendali. In entrambi i casi, è un requisito esplicito che i progetti siano avviati successivamente alla data di presentazione della domanda, il che esclude la retroattività delle spese.
L'accesso alla misura avviene tramite procedura negoziale, ovvero non attraverso uno sportello automatico o una graduatoria competitiva standard, ma mediante un confronto diretto tra l'impresa e la Provincia. Questo approccio è coerente con la natura del Patto e con la rilevanza degli investimenti coinvolti, e implica che l'impresa debba essere in grado di presentare e sostenere il proprio progetto in un contesto di interlocuzione istituzionale.
Per un imprenditore che opera nel trentino e ha in programma investimenti significativi in ricerca e sviluppo, questa misura rappresenta un'opportunità concreta di accedere a risorse a fondo perduto per attività che difficilmente trovano copertura tramite strumenti ordinari. La soglia minima di un milione di euro di spesa ammessa indica che lo strumento è calibrato su progetti strutturati, ma la flessibilità dimensionale — aperta anche alle grandi imprese e ai centri di ricerca — e la possibilità di operare in forma congiunta ampliano la platea dei potenziali beneficiari. Il meccanismo del Patto, pur introducendo obblighi aggiuntivi, può rappresentare anche una leva reputazionale e relazionale con il territorio.
Fonte del bando
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Requisiti dettagliati
Questo bando è rivolto a 4 tipologie di impresa in 15 settori ATECO nell'area Trentino-Alto Adige.
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