Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali
Ente erogante: Ministero dello sviluppo economico/Agenzia delle entrate
Scadenza
Non specificata
Forma
Credito d'imposta
Budget totale
Non specificato
Contributo max
50.000.000 €
Descrizione del bando
Il credito d'imposta per investimenti in beni strumentali è una misura agevolativa di natura fiscale che consente alle imprese di recuperare, sotto forma di credito utilizzabile in compensazione, una quota delle spese sostenute per l'acquisto di beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi secondo il paradigma Industria 4.0. Si tratta quindi di un'agevolazione automatica, non selettiva, che non richiede una graduatoria competitiva ma si attiva al verificarsi delle condizioni previste dalla norma.
L'ambito di applicazione riguarda specificamente i beni materiali ad alto contenuto tecnologico destinati all'integrazione nei processi di fabbrica. Il testo di riferimento elenca in modo analitico le categorie di beni ammissibili, suddivise in tre grandi famiglie. La prima comprende i beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite sensori e azionamenti: rientrano in questa categoria macchine utensili per asportazione, lavorazione laser, plasma, waterjet, fascio di elettroni, elettroerosione e processi elettrochimici, macchine per la deformazione plastica dei metalli, per l'assemblaggio, la giunzione e la saldatura, per il confezionamento e l'imballaggio, per la manifattura additiva in ambito industriale, robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot, sistemi di movimentazione automatizzata inclusi AGV e magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica. Tutti questi beni devono obbligatoriamente essere dotati di controllo CNC o PLC, interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni o part program, integrazione automatizzata con il sistema logistico o con la rete di fornitura, interfaccia uomo-macchina semplice e intuitiva, e rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza e salute sul lavoro. Oltre a questi requisiti base, ciascun bene deve possedere almeno due caratteristiche aggiuntive tra quelle che lo rendono assimilabile a un sistema cyberfisico: sistemi di telemanutenzione, telediagnosi o controllo remoto, monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro con adattività alle derive di processo, integrazione tra macchina fisica e modellizzazione o simulazione del comportamento, componentistica intelligente per sensorizzazione e interconnessione, oppure sistemi di filtraggio e trattamento di acqua, aria, olio e sostanze chimiche integrati con il sistema di fabbrica.
La seconda famiglia riguarda i sistemi per l'assicurazione della qualità e della sostenibilità. Vi rientrano sistemi di misura a coordinate e non a contatto, anche basati su tomografia computerizzata tridimensionale, per la verifica dei requisiti geometrici di prodotto a qualsiasi scala dimensionale, sistemi di monitoraggio in process per la tracciabilità della qualità, macchine per il collaudo e la caratterizzazione dei materiali in ingresso e in uscita, dispositivi per il test delle polveri metalliche nei processi additivi, sistemi intelligenti di marcatura e tracciabilità dei lotti o dei singoli prodotti tramite tecnologie come RFID, strumenti per il monitoraggio delle condizioni di lavoro delle macchine interfacciati con sistemi informativi di fabbrica o soluzioni cloud, componenti per la gestione efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni.
La terza famiglia comprende i dispositivi per l'interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell'ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0: banchi e postazioni di lavoro con soluzioni ergonomiche automatizzate adattabili alle caratteristiche fisiche degli operatori, sistemi robotizzati per il sollevamento di parti pesanti o esposte ad alte temperature, dispositivi wearable, apparecchiature di comunicazione tra operatore e sistema produttivo, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality, interfacce uomo-macchina intelligenti a supporto della sicurezza e dell'efficienza operativa.
Il perimetro delle spese ammissibili è dunque molto specifico e tecnico: non si tratta di un incentivo generico all'acquisto di macchinari, ma di una misura mirata a sostenere l'adozione di tecnologie abilitanti per la fabbrica digitale e interconnessa. Per un'impresa che stia valutando investimenti in automazione, robotica, sistemi di controllo qualità avanzati o soluzioni per la sicurezza e l'ergonomia in chiave digitale, questa misura rappresenta un'opportunità concreta di ridurre il costo effettivo degli investimenti attraverso il meccanismo del credito d'imposta, senza dover partecipare a procedure competitive e senza vincoli di localizzazione geografica o settore ATECO specifici indicati nel testo disponibile. La verifica puntuale della conformità dei beni ai requisiti tecnici elencati nell'allegato normativo è il passaggio critico per accedere correttamente all'agevolazione.
Fonte del bando
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