Avviso per la presentazione di domande di contributo per progettualità da realizzare presso il padiglione femminile della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno (1) e l'I.P.M. Ferrante Aporti (2) nell'anno 2026
Ente erogante: Comune di Torino - Commercio e Impresa
Scadenza
Non specificata
Forma
Non specificata
Budget totale
Non specificato
Contributo max
Non specificato
Descrizione del bando
Questo avviso rappresenta un'opportunità di finanziamento rivolta a soggetti che desiderano realizzare progetti di carattere artistico e psico-educativo all'interno di due strutture penitenziarie torinesi durante l'anno 2026. Si tratta di un bando specifico e settoriale, pensato per sostenere interventi di natura sociale e rieducativa rivolti a una popolazione particolarmente vulnerabile.
L'agevolazione si concretizza attraverso l'erogazione di contributi economici per la realizzazione di progetti. Non si tratta di finanziamenti a fondo perduto nel senso tradizionale, ma di un meccanismo di sostegno basato sulla presentazione di domande di contributo che verranno valutate secondo criteri stabiliti dall'amministrazione competente. La forma di aiuto è quindi diretta e non prevede meccanismi di rimborso successivo, ma piuttosto un'assegnazione di risorse sulla base della qualità e della coerenza progettuale rispetto agli obiettivi dell'avviso.
Il bando è rivolto a soggetti che intendono operare presso due strutture specifiche: il padiglione femminile della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno e l'Istituto Penale per Minorenni Ferrante Aporti, entrambi ubicati a Torino. Questa circoscrizione geografica e strutturale è molto precisa e rappresenta un elemento vincolante: i progetti devono necessariamente essere realizzati in queste due sedi. Non sono specificate nel testo limitazioni relative alla forma giuridica dei soggetti proponenti (associazioni, cooperative, enti no profit, professionisti, ecc.), ma è ragionevole attendersi che l'amministrazione richieda una qualche forma di strutturazione organizzativa e competenza nel settore socio-educativo.
I progetti finanziabili devono articolarsi attorno a due assi tematici complementari. Il primo riguarda l'utilizzo di strumenti artistici e di sostegno psico-educativo, con destinatari specifici: le donne detenute che presentino una situazione di particolare vulnerabilità psicologica ed emotiva. Questo significa che i progetti devono essere calibrati su una popolazione con esigenze specifiche e fragilità riconosciute, non su un pubblico generico. Il secondo asse tematico concerne attività che stimolino percorsi di riflessione sul reato commesso e sulla gestione dell'emotività. In questo ambito, l'avviso esplicitamente incoraggia l'utilizzo di tecniche di comunicazione non violenta o empatica, con l'obiettivo di favorire responsabilizzazione, consapevolezza critica, gestione dei conflitti sia a livello individuale che di gruppo, e riflessione sul proprio percorso di vita. Questi elementi indicano un approccio rieducativo e trasformativo, non meramente custodiale.
Le spese ammissibili non sono dettagliate nel testo disponibile, ma è possibile inferire che il finanziamento copra almeno i costi diretti legati alla realizzazione delle attività artistiche e psico-educative, quali compensi per esperti, materiali, attrezzature e risorse umane dedicate. Tuttavia, per una comprensione completa delle voci di spesa eleggibili, sarà necessario consultare la documentazione allegata (in particolare il decreto DD 1547/2026) che contiene l'approvazione ufficiale dell'avviso.
Relativamente ai requisiti di eleggibilità, il testo non specifica vincoli dimensionali, settoriali o normativi di natura comunitaria (come il regolamento de minimis o il GBER). Tuttavia, è presumibile che l'amministrazione richieda una dimostrazione di capacità tecnica e organizzativa nel gestire progetti di natura socio-educativa, nonché una comprovata esperienza nel lavoro con popolazioni vulnerabili. La natura stessa del bando, focalizzato su interventi all'interno di strutture penitenziarie, implica che i soggetti proponenti dovranno possedere competenze specifiche e, probabilmente, dovranno superare verifiche di affidabilità e idoneità.
L'accesso al bando avviene attraverso la presentazione di domande di contributo. La procedura è aperta dal 17 marzo 2026 al 27 aprile 2026, con una finestra temporale di circa sei settimane. Le modalità precise di presentazione (se telematica, cartacea, presso quale ufficio, con quali allegati obbligatori) non sono specificate nel testo fornito, ma sono presumibilmente contenute nel decreto di approvazione allegato. È consigliabile consultare tale documento per comprendere nel dettaglio la procedura amministrativa, i criteri di valutazione, le modalità di presentazione e la documentazione richiesta.
Il referente amministrativo dell'avviso è l'Ufficio Garante, che rappresenta il punto di contatto per chiarimenti e informazioni durante la fase di presentazione delle domande.
La principale ragione per partecipare a questo bando risiede nella possibilità di ottenere finanziamenti pubblici per realizzare progetti ad alto valore sociale e rieducativo, operando in un contesto dove il bisogno di interventi qualificati è significativo. Per organizzazioni che operano nel settore socio-educativo, penitenziario o artistico-terapeutico, questo rappresenta un'occasione concreta per ampliare l'impatto dei propri interventi, raggiungere una popolazione particolarmente vulnerabile e contribuire a percorsi di reinserimento e consapevolezza. Inoltre, il finanziamento pubblico consente di sostenere costi che altrimenti graverebbero interamente sulle risorse dell'ente proponente, liberando risorse per altre iniziative.
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