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Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio Bando A - Regione Piemonte

Ente erogante: Regione Piemonte

Scadenza

10 settembre 2026

112 giorni rimanenti

Forma

Misto

Budget totale

92.300.000 €

Contributo max

Non specificato

Descrizione del bando

Il Bando "Attrazione e sostegno della propensione agli investimenti nel territorio - Bando A" della Regione Piemonte rappresenta un'opportunità significativa per imprese che intendono realizzare nuovi investimenti produttivi nel territorio piemontese. Si tratta di un intervento finanziato attraverso il Programma Regionale FESR 2021/2027, con uno stanziamento complessivo di 82 milioni di euro, attualmente in fase di sportello aperto a seguito di incremento delle risorse disponibili.

L'obiettivo principale del bando è rilanciare la propensione agli investimenti del sistema produttivo piemontese attraverso l'attrazione di nuovi capitali e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali che fungano da volano per il consolidamento del tessuto economico locale. In particolare, il bando mira a incentivare gli investimenti da parte di imprese non ancora presenti in Piemonte, attrarre imprese piemontesi che hanno delocalizzato la produzione ma intendono reinsediarsi, consolidare le imprese già radicate attraverso nuovi investimenti funzionalmente diversi da quelli esistenti, e promuovere la riqualificazione di siti produttivi dismessi.

Il bando si rivolge a PMI, microimprese, piccole e medie imprese, nonché a imprese a media capitalizzazione, purché dotate di un processo produttivo attivo. Sono ammissibili tre categorie principali di beneficiari: imprese non ancora attive in Piemonte che intendono realizzare un nuovo investimento nella regione; imprese che in passato hanno operato in Piemonte e desiderano reinsediarsi mediante un nuovo investimento; imprese già attive in Piemonte che intendono realizzare un nuovo investimento iniziale sul territorio regionale. Il bando è aperto a tutte le filiere produttive, coprendo settori molto diversificati quali commercio, chimica e farmaceutica, cultura, elettronica, meccanica, mobili, legno e carta, ristorazione, turismo, agroalimentare, autoveicoli, artigianato, alberghiero, agricoltura silvicoltura e pesca, servizi di trasporto, salute, moda e tessile, metallurgia, ICT, fornitura di energia, acqua e gestione rifiuti, edilizia e altri servizi.

Per quanto riguarda le spese ammissibili, il bando copre un'ampia gamma di investimenti materiali e immateriali. Sono finanziabili i costi relativi a impianti, macchinari e attrezzature, immobili, terreni, progettazione studi e consulenze, servizi professionali, conoscenze tecniche non brevettate e know-how, licenze, marchi, diritti di brevetto, materie prime di consumo e merci, nonché altri servizi funzionali all'investimento. L'importo minimo della spesa ammessa è di 150.000 euro, mentre il massimale è fissato a 3.000.000 euro, garantendo così una copertura adeguata sia per investimenti di piccola-media entità che per progetti di maggiore rilevanza.

La forma di agevolazione prevista dal bando è articolata su due strumenti complementari. Il primo è un finanziamento agevolato che copre fino al 100% del valore del progetto ritenuto ammissibile, strutturato con il 70% di risorse provenienti dal Programma Regionale FESR a tasso zero e il restante 30% da risorse bancarie. Questo strumento è disponibile sia per PMI che per imprese a media capitalizzazione. Il secondo strumento è un contributo a fondo perduto, riservato esclusivamente alle PMI, quantificato sulla base dell'Equivalente Sovvenzione Lordo (ESL) disponibile al netto dell'ESL del finanziamento, nei limiti stabiliti dal bando. Il contributo a fondo perduto viene riconosciuto ed erogato solo a seguito dei controlli sulla rendicontazione e unicamente se l'importo risulta superiore a 500 euro. Questa combinazione di strumenti consente alle imprese di accedere a finanziamenti molto vantaggiosi, con una componente significativa a fondo perduto per le PMI.

Per quanto riguarda i tipi di investimento ammissibili, il bando distingue tra diverse categorie di beneficiari. Per le imprese non ancora attive in Piemonte o che intendono reinsediarsi, sono finanziabili investimenti finalizzati alla realizzazione di nuovi impianti di produzione di beni oppure di servizi funzionali e strettamente legati all'attività industriale. Per le imprese già attive in Piemonte, sono ammissibili investimenti destinati alla creazione di una nuova unità locale, all'ampliamento della capacità di un'unità locale esistente (inteso come nuova metratura effettivamente utilizzata a fini produttivi), oppure alla diversificazione dell'attuale produzione di beni o servizi funzionali e strettamente legati all'attività industriale.

Dal punto di vista dei requisiti di eleggibilità, il bando non prevede limitazioni geografiche all'interno della Regione Piemonte, essendo aperto a tutto il territorio regionale. Non sono state segnalate restrizioni relative a regolamenti UE specifici come il regime de minimis o il GBER nel testo disponibile, sebbene sia opportuno verificare con l'ente gestore eventuali vincoli derivanti dalla normativa europea sugli aiuti di stato. L'impresa deve possedere un processo produttivo attivo e rientrare nelle categorie dimensionali ammissibili (da microimpresa a grande impresa).

Le modalità di accesso al bando prevedono la presentazione della domanda attraverso lo sportello telematico della Regione Piemonte. Il bando è attualmente aperto con scadenza fissata al 10 settembre 2026, avendo riaperto lo sportello il 3 febbraio 2026 a seguito dell'incremento delle risorse disponibili. Le imprese interessate devono consultare il sito ufficiale della Regione Piemonte dedicato ai bandi e ai finanziamenti per accedere alla piattaforma di presentazione e per ottenere la documentazione completa, inclusi i moduli di domanda, le linee guida operative e gli allegati tecnici necessari.

Il principale vantaggio di questo bando risiede nella possibilità di finanziare investimenti significativi con una combinazione molto favorevole di risorse: il 70% a tasso zero tramite il FESR e, per le PMI, un ulteriore contributo a fondo perduto che riduce ulteriormente l'onere finanziario dell'impresa. Questo rende il bando particolarmente attrattivo per imprese che desiderano espandere la propria capacità produttiva, diversificare la propria offerta, o insediarsi in una nuova regione con un supporto finanziario significativo. La finestra temporale ampia fino a settembre 2026 consente alle imprese di pianificare adeguatamente i propri investimenti e di presentare progetti ben strutturati.

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Area geografica

piemonte

Tematiche

fesr 2021-2027pmiinvestimenticompetitivitàoccupazionepiemontestrumento finanziario combinatoattrazione investimenticrescita sostenibilerso1.3

Requisiti dettagliati

Questo bando è rivolto a 4 tipologie di impresa nell'area piemonte.

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Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2026