Unioncamere - bando per la certificazione UNI/PdR 192:2026 (conciliazione vita-lavoro)

Ente erogante: CCIAA Torino

Scadenza

30 giugno 2027

285 giorni rimanenti

Forma

Fondo perduto

Budget totale

7.500.000 €

Contributo max

Non specificato

Descrizione del bando

Il bando promosso da Unioncamere, in qualità di soggetto attuatore per conto del Dipartimento per le pari opportunità e del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri, mette a disposizione delle imprese italiane contributi a fondo perduto finalizzati a sostenere il percorso di certificazione in conformità alla prassi UNI/PdR 192:2026, lo standard tecnico che definisce i requisiti per i sistemi di gestione della conciliazione tra vita familiare e lavoro. La misura si inserisce nel quadro del Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 e della Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026, con l'obiettivo di incentivare le organizzazioni private ad adottare politiche strutturate di welfare aziendale a sostegno della maternità, della paternità e dei carichi di cura familiare, misurate attraverso indicatori prestazionali (KPI) definiti dalla prassi stessa.

Il bando prevede due distinte tipologie di agevolazione. La prima consiste in un voucher per servizi di assistenza tecnica e accompagnamento, pensato per supportare le imprese nella fase preparatoria al percorso di certificazione: si tratta di un contributo che copre i costi dei servizi di consulenza e affiancamento necessari per strutturare il sistema di gestione interno richiesto dalla norma. La seconda tipologia riguarda un contributo diretto per i servizi di certificazione vera e propria, ovvero le spese sostenute per ottenere la certificazione di conformità alla UNI/PdR 192:2026 da parte di un organismo accreditato. Le due linee di intervento sono quindi complementari e possono accompagnare l'impresa lungo l'intero percorso, dalla fase di preparazione fino al rilascio della certificazione.

La dotazione finanziaria complessiva dell'avviso ammonta a 7.500.000 euro. Il testo non specifica nel dettaglio gli importi massimi per singola impresa né le percentuali di copertura delle spese ammissibili per ciascuna delle due linee, elementi che è opportuno verificare direttamente nella documentazione integrale del bando.

Per quanto riguarda i destinatari, il bando è rivolto alle imprese, senza che il testo disponibile specifichi ulteriori vincoli settoriali legati a codici ATECO o limitazioni geografiche particolari. I requisiti di ammissibilità dettagliati sono disciplinati dall'articolo 4 del testo integrale, che definisce le condizioni che le imprese devono soddisfare per accedere ai contributi. Il bando richiama inoltre una disciplina in materia di aiuti di Stato, il cui regime applicabile è definito all'articolo 7, elemento rilevante per le imprese che abbiano già ricevuto agevolazioni pubbliche e che devono verificare la propria capienza rispetto ai massimali previsti dalla normativa europea di riferimento.

La presentazione delle domande avviene secondo le modalità e i termini definiti all'articolo 10 del bando, con una procedura istruttoria disciplinata dall'articolo 11. Il testo non riporta scadenze specifiche nella porzione disponibile, pertanto è necessario consultare il documento completo per conoscere le finestre temporali di apertura e chiusura dello sportello. L'erogazione dei contributi segue le modalità descritte all'articolo 14, che distingue le procedure per il voucher di assistenza tecnica da quelle per il contributo alla certificazione.

La ragione principale per cui un'impresa dovrebbe valutare questo bando è duplice. Da un lato, consente di accedere a risorse pubbliche a fondo perduto per coprire costi che altrimenti graverebbero interamente sul bilancio aziendale, sia nella fase consulenziale che in quella certificativa. Dall'altro, ottenere la certificazione UNI/PdR 192:2026 rappresenta un riconoscimento formale e verificabile dell'impegno dell'organizzazione verso politiche di conciliazione vita-lavoro, con potenziali ricadute positive in termini di reputazione, attrattività come datore di lavoro e posizionamento rispetto a requisiti sempre più diffusi nelle gare pubbliche e nelle catene di fornitura che valorizzano criteri ESG e di responsabilità sociale. Si tratta quindi di un'opportunità concreta per le imprese che intendono strutturare o formalizzare il proprio approccio al welfare familiare, riducendo al contempo il costo del percorso certificativo grazie al sostegno pubblico.

Fonte del bando

Verifica condizioni, allegati e aggiornamenti nella pagina indicata dalla fonte.

conciliazionevitalavoro.unioncamere.gov.it

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Area geografica

Piemonte

Tematiche

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Requisiti dettagliati

Questo bando è rivolto a 1 tipologie di impresa nell'area Piemonte.

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Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2026