Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026 - INVITALIA SpA - Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche di Coesione
Ente erogante: Presidenza del Consiglio dei Ministri
Scadenza
30 ottobre 2026
61 giorni rimanenti
Forma
Fondo perduto
Budget totale
120.000.000 €
Contributo max
300.000 €
Descrizione del bando
Il Fondo per il contrasto alla deindustrializzazione è una misura nazionale gestita da Invitalia per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche di Coesione, con una dotazione complessiva di 120 milioni di euro. L'obiettivo è sostenere il tessuto produttivo manifatturiero in aree territoriali che stanno attraversando processi di indebolimento industriale, con particolare riferimento ai territori del Lazio e delle Marche ricompresi nelle aree di competenza dei Consorzi industriali interessati dalla misura.
La misura si rivolge esclusivamente alle imprese manifatturiere, ovvero quelle classificate nella sezione C della classificazione ATECO 2025, indipendentemente dalla dimensione aziendale: possono accedere microimprese, piccole, medie e grandi imprese. Il requisito geografico è determinante: l'impresa deve già disporre di un'unità produttiva nei comuni di competenza dei Consorzi industriali individuati, oppure deve avere l'intenzione di insediarne una nuova in quegli stessi territori. Pur essendo elencate nell'intestazione del bando numerose regioni italiane, il testo chiarisce che i territori effettivamente rilevanti ai fini dell'ammissibilità sono quelli del Lazio e delle Marche interessati dai processi di deindustrializzazione.
L'agevolazione è concessa sotto forma di contributo a fondo perduto in conto impianti, il che significa che il sostegno è direttamente collegato agli investimenti in beni strumentali e produttivi. L'intensità dell'aiuto può arrivare fino al 100% delle spese ammesse, con un tetto massimo di 300.000 euro per singola impresa beneficiaria. Il regime di concessione è quello del de minimis, il che implica che l'importo ottenuto si cumula con altri aiuti ricevuti dalla stessa impresa nell'arco del triennio di riferimento previsto dalla normativa europea, fino al massimale consentito da tale regime. Le imprese che hanno già beneficiato di aiuti de minimis significativi negli anni precedenti devono quindi verificare la propria capienza residua prima di presentare domanda.
Gli ambiti di intervento finanziabili riguardano il potenziamento, la riqualificazione e l'ammodernamento di insediamenti produttivi già esistenti, nonché l'avvio di nuove unità produttive nei territori eleggibili. La misura si inserisce quindi sia in una logica di consolidamento e modernizzazione delle realtà industriali presenti, sia di attrazione di nuovi investimenti produttivi nelle aree colpite da deindustrializzazione.
La finestra temporale per la presentazione delle domande è compresa tra il 31 agosto 2026 e il 30 ottobre 2026. Le modalità operative di accesso, la documentazione richiesta e le specifiche sulle spese ammissibili sono definite dalla procedura gestita da Invitalia, soggetto attuatore della misura.
Per un'impresa manifatturiera già operativa o in fase di insediamento nei territori del Lazio e delle Marche individuati dal bando, questa misura rappresenta un'opportunità concreta di ottenere un contributo a fondo perduto fino a 300.000 euro, potenzialmente a copertura totale dell'investimento ammesso, senza obbligo di restituzione. La combinazione tra intensità massima dell'aiuto e assenza di quota di cofinanziamento obbligatorio la rende particolarmente vantaggiosa per le imprese di minore dimensione che intendono investire in nuovi impianti o ammodernare quelli esistenti.
Fonte del bando
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Requisiti dettagliati
Questo bando è rivolto a 4 tipologie di impresa in 15 settori ATECO nell'area Lazio, Marche.
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