Contributi automatici - Introduzione
Ente erogante: Direzione Generale Cinema e Audiovisivo
Scadenza
Non specificata
Forma
Fondo perduto
Budget totale
40.000.000 €
Contributo max
Non specificato
Descrizione del bando
I contributi automatici sono una misura di sostegno pubblico destinata alle imprese audiovisive italiane, introdotta dalla legge n. 220/2016 (articoli 23-25) e disciplinata nel dettaglio dal decreto ministeriale 15 luglio 2021. Si tratta di un meccanismo strutturale e continuativo, non di un bando a sportello con scadenza puntuale: ogni impresa che soddisfa i requisiti può richiedere l'apertura di una posizione contabile su cui vengono accreditati importi calcolati automaticamente sulla base dei risultati artistici, economici e culturali conseguiti nelle annualità precedenti grazie alle opere prodotte o distribuite.
Il funzionamento si basa su un sistema a punti: i risultati delle opere di nazionalità italiana vengono valutati annualmente secondo due macro-categorie di criteri, ciascuna con peso del 50% sul punteggio totale. La prima riguarda i risultati economici, come gli incassi in sala o le vendite internazionali. La seconda riguarda i risultati artistici e culturali, tra cui i riconoscimenti ottenuti nei festival, i contributi sovranazionali conseguiti e la tipologia dell'opera. Le risorse disponibili ogni anno vengono ripartite proporzionalmente al punteggio maturato da ciascun richiedente, il che significa che il valore economico di ogni singolo punto varia annualmente in funzione sia della dotazione complessiva stanziata con decreto ministeriale sia del numero totale di punti maturati da tutte le imprese partecipanti. Per le annualità 2019 e 2020 la dotazione complessiva è stata di 40 milioni di euro per ciascuna annualità.
Le opere i cui risultati concorrono alla maturazione di punti sono film, opere televisive, opere web, opere di ricerca e formazione e videoclip. In caso di coproduzioni internazionali, compartecipazioni o produzioni internazionali, l'opera è ammessa al calcolo solo se la quota italiana dei diritti non è inferiore al 20%, ridotta al 10% per coproduzioni multilaterali o bilaterali con costo superiore a 5 milioni di euro. I risultati devono essere stati conseguiti a partire dal 1° gennaio 2017 e devono essere dichiarati nell'anno corretto: l'opera concorre per la prima volta nell'anno successivo a quello di primo sfruttamento, inteso come la prima diffusione al pubblico in Italia. I risultati degli anni successivi al primo sfruttamento devono essere richiesti nelle annualità corrispondenti al loro ottenimento, mentre quelli conseguiti negli anni precedenti al primo sfruttamento vanno dichiarati nella domanda relativa a quell'anno, a pena di inammissibilità. Sono inammissibili i risultati conseguiti nel quinto anno solare antecedente a quello di primo sfruttamento. Ogni importo è conteggiato una sola volta. Sono previsti limiti massimi: nessuna singola opera può assorbire più del 30% delle risorse di ciascuna sottoquota, e nessuna singola impresa può superare il 50% delle risorse della stessa sottoquota.
Le risorse vengono ripartite per categorie di opere e attività secondo percentuali fissate dal decreto ministeriale: i film assorbono il 63% della dotazione complessiva, suddivisa al 50% tra risultati economici e risultati culturali e artistici; le opere televisive e web il 18%, con la stessa suddivisione interna; l'animazione l'8%; i videogiochi il 4%; i distributori internazionali il 5%; gli editori home entertainment il 2%. I cortometraggi cinematografici rientrano nella sottoquota dei risultati culturali e artistici dei film, entro il limite del 5% di quella sottoquota.
I destinatari della misura sono le imprese audiovisive italiane con patrimonio netto minimo di 40.000 euro, ridotto a 10.000 euro per le imprese la cui attività riguardi esclusivamente cortometraggi. Possono accedere ai contributi automatici i produttori con codice ATECO J 59.11 (con la precisazione che per opere televisive e web l'accesso è riservato ai soli produttori indipendenti), i distributori cinematografici in Italia con codice ATECO J 59.13, gli editori home entertainment con codice ATECO J 59.1 o C 18.20, e i distributori internazionali con codice ATECO J 59.13. Le imprese devono inoltre avere sede legale nello Spazio Economico Europeo al momento dell'utilizzo del beneficio, essere soggette a tassazione in Italia e risultare iscritte nella sezione ordinaria del Registro delle imprese.
Una volta accreditati sulla posizione contabile dell'impresa, gli importi possono essere utilizzati per sviluppare, produrre o distribuire nuove opere cinematografiche o audiovisive. Per i film le destinazioni ammesse sono sviluppo, produzione, distribuzione nazionale e internazionale e distribuzione home entertainment; per le opere televisive e web sono escluse la distribuzione nazionale. Le risorse accreditate devono essere utilizzate entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui sono state accreditate, conferendo quindi all'impresa una finestra temporale di cinque anni per investirle.
La procedura di accesso prevede che ciascuna impresa presenti domanda per l'apertura di una posizione contabile. L'ammontare viene calcolato sui risultati conseguiti dalle opere nei quattro anni precedenti. L'assegnazione avviene tramite decreto direttoriale e storicamente ha seguito un ciclo annuale, con assegnazioni provvisorie e definitivi pubblicate negli anni successivi a quello di riferimento dei risultati.
Il vantaggio principale di questa misura risiede nella sua natura automatica e basata su criteri oggettivi: non è richiesta una valutazione discrezionale di progetti futuri, ma il sostegno viene determinato sulla base di quanto l'impresa ha già realizzato e dei risultati dimostrabili ottenuti. Questo rende il meccanismo particolarmente prevedibile e accessibile per le imprese audiovisive con un track record consolidato, offrendo loro liquidità vincolata da reinvestire nello sviluppo di nuovi contenuti.
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