Calabria, Sardegna, Sicilia - Contributo a fondo perduto per le imprese esportatrici o parte di una filiera a vocazione esportatrice localizzate nei territori interessati dagli eccezionali eventi metereologici di gennaio 2026
Ente erogante: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Scadenza
31 marzo 2028
637 giorni rimanenti
Forma
Fondo perduto
Budget totale
130.000.000 €
Contributo max
5.000.000 €
Descrizione del bando
Il bando è promosso da SIMEST, società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, ed è gestito dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Nasce in risposta agli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal 18 gennaio 2026, hanno colpito la Regione Calabria, la Regione Autonoma della Sardegna e la Regione Siciliana. Lo stanziamento complessivo disponibile ammonta a 130 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo Promozione Integrata, e l'operatività della misura è stata avviata il 31 marzo 2026.
L'agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto destinato all'indennizzo dei danni materiali diretti subiti in conseguenza di quegli eventi. Non si tratta quindi di un incentivo agli investimenti o all'internazionalizzazione in senso stretto, bensì di uno strumento di ristoro straordinario che si inserisce nella cornice delle misure urgenti previste dalla normativa di emergenza (provvedimento 26G00045). Il contributo massimo ottenibile da ciascuna impresa è pari a 5.000.000 di euro, che rappresenta anche il tetto della spesa ammessa.
La misura si rivolge alle imprese esportatrici e alle imprese non esportatrici che siano parte di una filiera a vocazione esportatrice, purché localizzate nei territori delle tre regioni interessate e purché abbiano subito danni materiali diretti riconducibili agli eventi meteorologici sopra descritti. Non sono previste limitazioni dimensionali: possono accedere microimprese, piccole, medie e grandi imprese. L'ambito settoriale è estremamente ampio e include tutti i settori economici ammissibili a ricevere aiuti di Stato, tra cui agricoltura, agroalimentare, artigianato, manifattura in tutte le sue declinazioni, ICT, commercio, turismo, ristorazione, edilizia, salute e molti altri.
Le spese ammissibili riguardano esclusivamente i danni materiali diretti, certificati attraverso una perizia asseverata. I costi riconoscibili comprendono beni immobili, impianti, macchinari e attrezzature, terreni, materie prime, materiali di consumo e merci, nonché spese di progettazione e consulenza strettamente connesse alla quantificazione o gestione del danno. La percentuale di copertura del contributo varia in funzione della situazione assicurativa del bene danneggiato: per i beni non assicurati o non coperti da altri contributi pubblici, il rimborso può arrivare fino all'80% del danno accertato; per i beni assicurati, il contributo può coprire fino al 100% della quota di danno non coperta dalla polizza, ovvero la franchigia, lo scoperto o la parte non assicurata, al netto di eventuali altri contributi pubblici già ricevuti. In ogni caso, la somma complessiva degli indennizzi ricevuti a qualsiasi titolo, inclusi gli indennizzi assicurativi e altri contributi pubblici, non può superare il 100% del danno dichiarato e certificato nella perizia. Viene inoltre precisato che il contributo concedibile, sommato a eventuali contributi già ottenuti ai sensi delle Circolari operative n. 1/FPI/2023 e n. 3/FPI/2023, non può in nessun caso superare i 5 milioni di euro complessivi.
Ciascuna impresa può presentare una sola richiesta di contributo. Le domande devono essere presentate tramite il portale SIMEST, consultabile all'indirizzo dedicato alla misura. La finestra temporale per la presentazione delle domande è aperta dal 31 marzo 2026 e si chiude il 31 marzo 2028, garantendo quindi un orizzonte di due anni per permettere alle imprese colpite di raccogliere la documentazione necessaria, in primis la perizia asseverata sui danni subiti.
Per un imprenditore che si trovi nelle aree colpite e che operi nell'export o all'interno di una filiera esportatrice, questo bando rappresenta un'opportunità concreta di recuperare parte significativa delle perdite patrimoniali materiali causate dall'emergenza meteorologica, senza obbligo di restituzione e senza limitazioni di settore. La disponibilità di due anni per presentare la domanda e il massimale elevato fino a 5 milioni di euro rendono la misura accessibile anche alle imprese che necessitano di tempi più lunghi per completare la valutazione tecnica dei danni.
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