Beni Strumentali - Nuova Sabatini
Ente erogante: Ministero delle Imprese e del Made in Italy - Direzione generale per gli incentivi alle imprese
Scadenza
Non specificata
Forma
Fondo perduto
Budget totale
4.196.112.734 €
Contributo max
Non specificato
Descrizione del bando
La Nuova Sabatini è una misura nazionale gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy che persegue un duplice obiettivo: facilitare l'accesso al credito delle piccole e medie imprese e rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano. Lo strumento combina un finanziamento bancario con un contributo pubblico a fondo perduto, erogato direttamente dal Ministero, che va a coprire una quota degli interessi sul prestito ottenuto dall'impresa.
In pratica, l'impresa che intende investire in beni strumentali ottiene un finanziamento da una banca o da un intermediario finanziario aderente alla convenzione stipulata tra il Ministero, l'ABI e Cassa Depositi e Prestiti. A questo finanziamento si affianca un contributo in conto impianti del Ministero, calcolato in misura pari agli interessi su un finanziamento convenzionale di cinque anni di importo equivalente all'investimento. Il tasso di riferimento su cui viene calcolato il contributo è del 2,75% annuo per gli investimenti ordinari, mentre sale al 3,575% annuo per gli investimenti in tecnologie 4.0 e per gli investimenti con valenza ambientale (cosiddetti investimenti "green"), che beneficiano quindi di una maggiorazione del contributo rispetto alla linea base.
Sul fronte delle spese ammissibili, la misura finanzia l'acquisto o l'acquisizione in leasing di macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali. I beni devono essere obbligatoriamente nuovi e devono rientrare nelle categorie contabili delle immobilizzazioni materiali previste dall'articolo 2424 del codice civile, specificamente le voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4, come definite dal principio contabile OIC n. 16. Sono invece espressamente escluse le spese per terreni e fabbricati, per beni usati o rigenerati e per immobilizzazioni in corso e acconti. Per essere ammissibili, i beni devono inoltre soddisfare due requisiti sostanziali: l'autonomia funzionale, il che significa che non sono finanziabili semplici componenti o parti di macchinari prive di autonomia propria, e la correlazione all'attività produttiva effettivamente svolta dall'impresa richiedente.
La misura è rivolta alle micro, piccole e medie imprese operative in tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, con l'unica esclusione del settore delle attività finanziarie e assicurative. La copertura geografica è nazionale, interessando tutte le regioni italiane. Al momento della presentazione della domanda, l'impresa deve essere regolarmente costituita e iscritta nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca, deve essere nel pieno esercizio dei propri diritti e non può trovarsi in stato di liquidazione volontaria o essere sottoposta a procedure concorsuali. Non devono inoltre risultare a carico dell'impresa aiuti di Stato considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea e non rimborsati, né l'impresa deve trovarsi nelle condizioni che la qualificano come "impresa in difficoltà" secondo la normativa europea. È prevista anche la possibilità per le imprese residenti all'estero di accedere alla misura, a condizione che aprano una sede operativa in Italia entro il termine stabilito per il completamento dell'investimento.
Sul piano regolamentare, per i settori agricolo e della pesca e acquacoltura si applicano le disposizioni della circolare direttoriale del 3 luglio 2023 che recepisce i nuovi regolamenti europei ABER (2022/2472) e FIBER (2022/2473). La stessa circolare ha aggiornato l'elenco delle certificazioni ambientali di prodotto rilevanti per l'accesso alla maggiorazione "green".
Le domande di agevolazione si presentano tramite la piattaforma digitale dedicata, raggiungibile all'indirizzo https://benistrumentali.dgiai.gov.it, attiva dal 1° gennaio 2023. La misura è operativa con finestra di apertura dal luglio 2021 e dispone di una dotazione finanziaria complessiva di oltre 4,1 miliardi di euro.
Il principale vantaggio per un imprenditore che valuta questa misura risiede nella combinazione tra accessibilità creditizia garantita dalla convenzione bancaria e un contributo pubblico a fondo perduto che riduce concretamente il costo del finanziamento, con una premialità aggiuntiva per chi orienta gli investimenti verso la digitalizzazione 4.0 o la sostenibilità ambientale.
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