Scadenza
15 giugno 2026
50 giorni rimanenti
Forma
Fondo perduto
Budget totale
10.000.000 €
Contributo max
Non specificato
Descrizione del bando
Il bando Strade Verdi 2026 è una misura promossa da Regione Lombardia, nella sua seconda edizione, che mette a disposizione 10 milioni di euro in contributi a fondo perduto destinati ai Comuni lombardi per la realizzazione di interventi integrati di ridisegno dello spazio pubblico urbano. L'obiettivo è duplice: ridurre le emissioni inquinanti e climalteranti generate dal traffico veicolare nelle aree urbane e, contestualmente, aumentare la capacità di adattamento delle città ai cambiamenti climatici attraverso soluzioni basate sulla natura. Il bando si inserisce nel quadro del Programma di finanziamento per il miglioramento della qualità dell'aria nel bacino padano, finanziato dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) a valere sul fondo istituito dal D.L. n. 104/2020, ed è attuativo del Piano Regionale Interventi per la Qualità dell'Aria (PRIA) della Lombardia.
I soggetti ammessi a partecipare sono esclusivamente i Comuni lombardi ricadenti nella cosiddetta Fascia 1 e Fascia 2, identificati con delibera regionale n. 1008 del 25 settembre 2023 e successivi aggiornamenti. Si tratta complessivamente di 560 Comuni sottoposti a limitazione permanente della circolazione dei veicoli più inquinanti. È espressamente esclusa la possibilità di accedere al bando per i Comuni che abbiano già ottenuto il finanziamento nella prima edizione del bando Strade Verdi 2025. Ogni Comune ammissibile può presentare una sola domanda relativa a un solo progetto.
Il contributo è erogato a fondo perduto e la sua entità varia in funzione della dimensione demografica del Comune richiedente, con un massimale assoluto di 500.000 euro per progetto. In particolare, i Comuni fino a 15.000 abitanti (Linea A) possono ottenere un contributo fino all'80% dei costi ammissibili; i Comuni con popolazione compresa tra 15.001 e 50.000 abitanti (Linea B) fino al 70%; i Comuni con più di 50.000 abitanti (Linea C) fino al 60%. La misura non configura un aiuto di Stato, in quanto i contributi riguardano opere e infrastrutture pubbliche non destinate allo svolgimento di attività economiche, e pertanto non si applicano i vincoli del regime de minimis né del GBER.
Gli interventi finanziabili riguardano la riconversione di strade o porzioni di esse con opere di ridisegno dello spazio pubblico e di arredo urbano, finalizzate a ridurre l'esposizione all'inquinamento atmosferico di prossimità per le categorie di utenti più vulnerabili. Gli interventi devono necessariamente essere integrati con soluzioni di adattamento ai cambiamenti climatici, con particolare favore per approcci di ingegneria naturalistica quali sistemi di drenaggio urbano sostenibile (SuDS) e soluzioni basate sulla natura (NBS), utili alla gestione delle acque meteoriche e alla mitigazione dei picchi di temperatura. Le aree oggetto di intervento devono essere strade o spazi pubblici di proprietà del Comune proponente, adiacenti a edifici pubblici a uso pubblico destinati a utenza vulnerabile: nidi d'infanzia, scuole di ogni ordine e grado, ospedali, case di comunità, università, centri civici, centri sportivi, biblioteche. Gli edifici di riferimento devono essere già esistenti e con funzioni attive al momento della presentazione della domanda. Non è ammissibile candidare come unico progetto un insieme di opere disperse in luoghi diversi della città: l'intervento deve presentare organicità e continuità territoriale.
Tra le spese ammissibili rientrano i lavori e gli oneri di sicurezza, inclusi lavori stradali per la realizzazione o modifica delle infrastrutture di mobilità, segnaletica stradale, interventi di accessibilità e abbattimento delle barriere architettoniche, opere di de-impermeabilizzazione del suolo, creazione di aree verdi, interventi SuDS e NBS, e sostituzione o integrazione di sistemi illuminanti ove strettamente necessari all'intervento. È previsto un importo minimo di spesa ammissibile alla voce "lavori" del quadro economico pari a 50.000 euro IVA esclusa.
Sul piano dei requisiti tecnici di ammissibilità, il Comune deve presentare almeno un progetto di fattibilità tecnico-economica (PFTE) redatto ai sensi del D.Lgs. n. 36/2023 (Codice degli appalti) e già approvato dall'ente proponente. La valutazione avviene attraverso un sistema a punteggio: per essere ammesso al finanziamento, il progetto deve raggiungere un punteggio minimo complessivo di 40 punti su 100, e deve obbligatoriamente superare soglie minime parziali sui criteri B (almeno 24 punti su 48) e C (almeno 14 punti su 28). Per i soli Comuni della Linea C è prevista anche una soglia minima sul criterio D (almeno 2 punti su 8). Il mancato raggiungimento di una qualsiasi di queste soglie comporta l'esclusione del progetto.
La dotazione complessiva del bando è di 10 milioni di euro, distribuiti su più annualità di bilancio: 3 milioni nel 2026, 4 milioni nel 2027 e 3 milioni nel 2029. È prevista la possibilità di incrementare tale dotazione qualora si generino economie nell'attuazione della prima edizione del bando Strade Verdi 2025, consentendo lo scorrimento della graduatoria a favore di progetti ammessi ma non finanziati per esaurimento delle risorse. A supporto dei Comuni selezionati, Regione Lombardia ha previsto anche un'attività di assistenza tecnica affidata a un soggetto qualificato individuato tramite procedura di evidenza pubblica, che accompagnerà gli enti nelle fasi di attuazione e monitoraggio dei progetti finanziati.
Il bando attuativo sarà adottato dal Dirigente della Struttura Aria della Direzione generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia, sulla base dei criteri approvati con la delibera di giunta del 16 marzo 2026. Le modalità operative di presentazione delle domande, le finestre temporali precise e gli ulteriori dettagli procedurali saranno definiti nel bando attuativo, che verrà pubblicato sul portale regionale Bandi e Servizi.
Per un Comune lombardo ricadente nelle fasce territoriali interessate, questo bando rappresenta un'opportunità concreta e significativa: consente di ottenere un contributo a fondo perduto di importo rilevante — fino a 500.000 euro — per trasformare spazi stradali urbani in ambienti più sicuri, meno inquinati e più resilienti al clima, con un cofinanziamento pubblico che può coprire fino all'80% dei costi a seconda della dimensione del Comune. La prima edizione ha registrato un interesse molto elevato — 135 domande presentate a fronte di risorse sufficienti a finanziarne 22 — il che suggerisce che anche questa seconda edizione sarà molto competitiva e che la qualità progettuale sarà determinante per l'accesso al finanziamento.
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