Questo bando è scaduto il 30 aprile 2026.

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Bando 1.3.2 - Sostegno alle PMI (fino a 50.000 €)

Ente erogante: Sviluppo Toscana

Scadenza

30 aprile 2026

Scaduto

Forma

Fondo perduto

Budget totale

21.436.704 €

Contributo max

50.000 €

Descrizione del bando

Il Bando 1.3.2 della Regione Toscana rappresenta un'opportunità di finanziamento agevolato destinato a supportare gli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese toscane attraverso un meccanismo innovativo di abbattimento dei costi finanziari. Si tratta di un intervento cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) nell'ambito del Programma Regionale 2021-2027, con una dotazione finanziaria complessiva di oltre 21 milioni di euro.

La forma di agevolazione è particolarmente vantaggiosa: la Regione Toscana concede sovvenzioni a fondo perduto che coprono gli interessi e le commissioni di garanzia su finanziamenti bancari fino a 50.000 euro. Questo significa che l'impresa ottiene un finanziamento da una banca convenzionata, mentre la Regione paga direttamente alla banca gli oneri finanziari, riducendo significativamente il costo complessivo dell'operazione per l'imprenditore. Non si tratta quindi di un contributo diretto all'investimento, ma di un sostegno al costo del denaro, una soluzione particolarmente efficace per migliorare la redditività dei progetti.

Il bando si articola in due linee distinte con destinatari e finalità differenti. La Linea A è riservata alla creazione di nuove imprese ed è destinata specificamente a micro e piccole imprese giovanili, femminili o costituite da destinatari di ammortizzatori sociali (disoccupati, cassintegrati, ecc.). Per questa linea è richiesto che l'impresa sia stata costituita nei 36 mesi precedenti la presentazione della domanda. La Linea B, invece, è aperta a tutte le micro, piccole e medie imprese già costituite, indipendentemente dall'età dell'impresa o dalle caratteristiche dei titolari. Entrambe le linee prevedono una dotazione di circa 10,7 milioni di euro ciascuna, con una quota aggiuntiva di 4,5 milioni di euro riservata alle imprese localizzate nei comuni classificati come "aree interne".

I destinatari ammissibili includono liberi professionisti, PMI e startup, purché operino in settori economici ammissibili secondo la classificazione ATECO ISTAT 2007 e rispettino i criteri stabiliti dal Regolamento UE 651/2014. Per la Linea A, le imprese devono essere micro o piccole imprese secondo la definizione europea (fino a 50 dipendenti e fatturato fino a 10 milioni di euro), mentre la Linea B ammette anche le medie imprese (fino a 250 dipendenti e fatturato fino a 50 milioni di euro). Un aspetto importante è che le imprese devono essere localizzate in Toscana al momento della presentazione della domanda, anche se per le nuove localizzazioni il requisito deve essere verificato al momento della richiesta di erogazione finale del contributo.

Le spese ammissibili riguardano investimenti produttivi coerenti con l'attività svolta dall'impresa. Per la Linea A sono previste due categorie di progetti: progetti di investimento in beni materiali e immateriali (come macchinari, attrezzature, software, brevetti) e progetti "green" che contribuiscono alla lotta al cambiamento climatico, all'efficientamento energetico attraverso fonti rinnovabili e ai processi di economia circolare. Inoltre, per la sola Linea A sono ammesse fino al 30% del programma di investimento le spese di costituzione dell'impresa, le spese per l'attivo circolante (scorte, utenze, affitti) e altre spese generali necessarie all'avvio dell'attività. Questo rappresenta un vantaggio significativo per le startup, che possono coprire anche i costi iniziali di gestione oltre agli investimenti in beni.

Il finanziamento sottostante deve essere concesso da soggetti finanziatori individuati dalla Regione Toscana e garantito da soggetti garanti convenzionati, che a loro volta riassicurano il rischio presso il Fondo di Garanzia per le PMI istituito dalla legge 662/96. Questo sistema garantisce che il finanziamento sia strutturato secondo criteri di solidità e che la garanzia sia adeguatamente coperta.

La procedura di accesso al bando è di tipo automatico a sportello, secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo 123/1998 e dalla Legge Regionale Toscana 71/2017. Questo significa che non vi è una scadenza unica di presentazione delle domande, ma le istanze vengono valutate in ordine di arrivo fino all'esaurimento della dotazione finanziaria disponibile. Le domande possono essere presentate a partire dal 14 novembre 2024 e il bando rimane aperto fino al 30 aprile 2026 alle ore 15:00. Questa finestra temporale molto ampia consente alle imprese di pianificare adeguatamente i propri investimenti senza pressioni di scadenze ravvicinate.

Per accedere al bando, l'impresa deve presentare una domanda attraverso le modalità indicate nel decreto dirigenziale (D.D. n. 24538 del 31 ottobre 2024, integrato dal D.D. n. 26284 del 27 novembre 2024, entrambi pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana). La procedura prevede che l'impresa presenti la domanda di agevolazione, allegando la documentazione richiesta relativa al progetto di investimento e ai requisiti di ammissibilità. Una volta approvata la domanda, l'impresa procede con la sottoscrizione del finanziamento presso la banca convenzionata e realizza l'investimento. Successivamente, presenta la domanda di erogazione dell'agevolazione (saldo) con la documentazione che attesta la realizzazione dell'investimento e il pagamento degli interessi e delle commissioni di garanzia.

I requisiti di ammissibilità sono dettagliati nei paragrafi 4.1 e 4.2 del bando e devono essere rispettati alla data di presentazione della domanda. Tra questi rientrano la conformità alle definizioni di PMI secondo il Regolamento UE 651/2014, l'operatività nei settori ammissibili, la localizzazione in Toscana, e per la Linea A, il rispetto dei criteri di giovane impresa, impresa femminile o costituzione da parte di destinatari di ammortizzatori sociali. È importante sottolineare che il bando opera secondo il regime di aiuti di stato de minimis o secondo il Regolamento Generale di Esenzione per Categoria (GBER), il che significa che gli importi concessi sono soggetti ai limiti massimi previsti dalla normativa europea per evitare distorsioni della concorrenza.

Il principale vantaggio di questo bando è la riduzione significativa del costo del finanziamento per l'impresa. Poiché la Regione copre interessi e commissioni di garanzia, l'imprenditore accede a un finanziamento praticamente a costo zero, migliorando notevolmente la redditività dell'investimento e la capacità di rimborso del prestito. Questo è particolarmente vantaggioso per le startup e le giovani imprese, che spesso faticano ad accedere al credito a condizioni convenienti, e per le imprese che intendono realizzare investimenti green, per le quali la Regione offre un supporto specifico in linea con gli obiettivi di sostenibilità europea. La procedura a sportello, inoltre, elimina la competizione tra domande e garantisce che chi presenta prima ha maggiori probabilità di ottenere il finanziamento, purché rispetti i requisiti.

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Area geografica

toscana

Tematiche

pmiinvestimenti produttivifesrgiovanifemminiletransizione digitalesostenibilitatoscanafondo perdutoagevolazioni

Requisiti dettagliati

Questo bando è rivolto a 3 tipologie di impresa nell'area toscana.

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Ultimo aggiornamento: 2 maggio 2026