Avviso pubblico per la presentazione di progetti, ai sensi del Regolamento per la concessione di contributi a sostegno delle imprese e di progetti di organismi terzi per la promozione e lo sviluppo dell’economia locale

Ente erogante: CCIAA Cremona-Mantova-Pavia

Scadenza

Non specificata

Forma

Fondo perduto

Budget totale

Non specificato

Contributo max

Non specificato

Descrizione del bando

La Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia mette a disposizione contributi a fondo perduto destinati a sostenere progetti e iniziative di terzi organismi che abbiano come obiettivo la promozione e lo sviluppo dell'economia locale nei territori di propria competenza. L'avviso in questione riguarda le iniziative da realizzarsi nel secondo semestre 2026, con obbligo di conclusione entro il 31 dicembre 2026.

Il bando non è rivolto direttamente alle imprese singole, bensì a soggetti di natura collettiva, associativa o pubblica. Possono presentare domanda: enti pubblici, organismi pubblici o società a prevalente capitale pubblico che propongano progetti di interesse diffuso per l'economia del territorio; enti privati portatori di interessi generali per il sistema economico locale, incluse le loro società di servizi e gli organismi privati non a scopo di lucro; enti pubblici o organismi privati associativi operanti nel campo della cultura e del turismo senza fini di lucro; altri soggetti di natura associativa e no profit le cui iniziative siano coerenti con le finalità istituzionali della Camera di Commercio. Tutti i soggetti richiedenti devono avere sede legale o unità operativa nelle province di Cremona, Mantova o Pavia. Ciascun soggetto può presentare una sola domanda per anno di riferimento, indipendentemente dalla finestra temporale di presentazione, e soggetti diversi non possono richiedere contributo per la medesima iniziativa.

Per essere ammessi alla valutazione, i richiedenti devono soddisfare una serie di requisiti di regolarità: essere in regola con il versamento del Diritto Annuale camerale (ove dovuto), possedere un DURC regolare, rispettare gli obblighi in materia di assicurazione da danni catastrofali previsti dalla normativa vigente (solo per i soggetti iscritti al Registro delle Imprese), non essere stati oggetto di sanzioni interdittive nei confronti della pubblica amministrazione e non avere legali rappresentanti o amministratori con condanne penali definitive per i reati che costituiscono motivi di esclusione dalle procedure di appalto pubblico.

I progetti finanziabili devono presentare caratteristiche ben precise: devono essere specifici o unici come fattori di attrazione e qualificazione del sistema economico locale, coerenti con le funzioni camerali e con il Piano Promozionale dell'ente, rivolti a una pluralità di soggetti sul territorio senza distinzione di appartenenza all'organizzazione proponente, privi di fini di lucro e di interesse generale per il sistema imprese. Sono invece esclusi i progetti già realizzati alla data di presentazione della domanda, quelli con costi complessivi inferiori a 10.000 euro, le iniziative di mero carattere commerciale, le sagre, le fiere patronali, le manifestazioni folkloristiche, ricreative o di beneficenza, i progetti finalizzati al solo funzionamento dell'ente proponente, e quelli i cui destinatari siano esclusivamente i soggetti proponenti o loro controllati.

Le spese ammissibili devono essere direttamente imputabili al progetto, documentate con fatture o altri giustificativi fiscalmente regolari intestati al beneficiario e pagate esclusivamente tramite strumenti tracciabili (bonifico, carta di credito, ricevuta bancaria, assegno con movimentazione bancaria documentata). Le spese si intendono al netto dell'IVA quando questa non costituisce un costo per il beneficiario. Sono escluse le spese di rappresentanza, le spese di personale interno, le spese generali amministrative e finanziarie, i documenti fiscali di importo imponibile inferiore a 250 euro, le spese per beni durevoli, le spese non documentabili e quelle che evidenzino situazioni di conflitto di interesse tra beneficiario e fornitori.

Il meccanismo di concessione del contributo è articolato e merita attenzione. Le domande ammissibili vengono valutate dalla Giunta Camerale sulla base di una Scheda Tecnica predisposta dal Segretario Generale, che attribuisce un punteggio secondo criteri precisi: grado di coerenza con le aree di intervento prioritarie dell'ente, qualità della progettazione, intersettorialità e ampiezza della platea dei soggetti coinvolti, innovatività dell'iniziativa, risultati attesi rendicontabili, capacità di cofinanziamento con fondi propri e capacità di attrarre finanziamenti da soggetti terzi pubblici o privati. Il punteggio massimo complessivo è 100 e il punteggio minimo per accedere al contributo è 60. Al di sotto di questa soglia non viene riconosciuto alcun sostegno.

In funzione del punteggio ottenuto, viene determinata sia la percentuale di contributo applicabile alle spese ammissibili sia il massimale concedibile. La percentuale varia dal 10% per punteggi tra 60 e 65 fino al 50% per punteggi tra 96 e 100, con massimali che crescono progressivamente da 2.000 euro fino a 30.000 euro. In ogni caso, il contributo non può essere superiore alle risorse proprie del richiedente, ovvero alla quota di autofinanziamento dichiarata, né può eccedere il 50% delle spese ammissibili. Non sono previste anticipazioni né liquidazioni parziali: il contributo viene erogato in un'unica soluzione a seguito della rendicontazione finale.

Un elemento critico da tenere presente riguarda la soglia di realizzazione effettiva del progetto: se a consuntivo le spese ammissibili risultano inferiori al 70% rispetto a quelle approvate in sede di concessione, il contributo viene revocato. Analogamente, se le spese rendicontate scendono sotto i 10.000 euro, il contributo decade. Il beneficiario è inoltre tenuto a garantire la copertura integrale delle spese anche nel caso in cui il contributo camerale venga concesso in misura inferiore a quanto richiesto.

Sul piano operativo, tutte le fatture emesse dai fornitori devono riportare il Codice Unico di Progetto (CUP) assegnato in fase di concessione, pena l'inammissibilità delle spese. Questo obbligo, previsto dalla normativa vigente, è un adempimento formale da non sottovalutare nella gestione del progetto.

Le domande devono essere presentate tramite posta elettronica certificata all'indirizzo cciaa@pec.cmp.camcom.it, utilizzando il modello allegato all'avviso, sottoscritto con firma digitale dal legale rappresentante e compilato in tutte le sue parti. La finestra di presentazione è aperta dalle ore 10:00 del 13 aprile 2026 fino alle ore 12:00 del 13 maggio 2026. Il procedimento istruttorio si conclude entro 90 giorni dalla ricezione della domanda o dall'ultima regolarizzazione richiesta. La rendicontazione finale deve essere trasmessa entro 180 giorni dalla data dichiarata di chiusura dell'iniziativa, e la liquidazione avviene entro 90 giorni dal ricevimento della rendicontazione completa.

Questo bando rappresenta un'opportunità concreta per associazioni di categoria, enti culturali, organismi no profit e soggetti pubblici che intendano realizzare iniziative di promozione economica territoriale nel secondo semestre 2026, potendo contare su un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese sostenute e fino a un massimo di 30.000 euro per i progetti più qualificati. La competizione è basata sulla qualità progettuale e sulla capacità di cofinanziamento, il che premia i soggetti che presentano iniziative strutturate, con obiettivi misurabili e una solida coper

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Area geografica

lombardia

Tematiche

sviluppo economico localepromozione impreseeconomia locale

Requisiti dettagliati

Questo bando è rivolto a 3 tipologie di impresa nell'area lombardia.

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Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2026