Alleviating household energy poverty in Europe
Ente erogante: Commissione Europea - LIFE
Scadenza
16 settembre 2026
146 giorni rimanenti
Forma
Fondo perduto
Budget totale
Non specificato
Contributo max
Non specificato
Descrizione del bando
Il bando LIFE-2026-CET-ENERPOV rientra nel programma europeo LIFE, specificamente nel sotto-programma Clean Energy Transition, e si rivolge a soggetti pubblici e privati interessati a sviluppare azioni concrete per contrastare la povertà energetica delle famiglie in Europa. Si tratta di un contributo a fondo perduto (Action Grant) che copre fino al 95% dei costi ammissibili del progetto, con un budget complessivo stanziato per questo topic di 6 milioni di euro. La Commissione europea indica come soglia orientativa un contributo massimo per proposta di 1,75 milioni di euro, pur precisando che possono essere presentate e selezionate anche proposte che richiedano importi diversi.
Il bando affronta un problema strutturale e crescente: circa il 9,2% dei cittadini europei non riesce a mantenere la propria abitazione adeguatamente riscaldata, e oltre il 20% non riesce a mantenerla sufficientemente fresca durante l'estate. Le cause sono molteplici: prezzi dell'energia elevati, redditi bassi, scarsa efficienza energetica degli edifici e degli elettrodomestici. A questo si aggiunge la crescente frequenza di ondate di calore estive, che aggrava ulteriormente la condizione delle famiglie vulnerabili. Il bando si inserisce nel quadro normativo europeo del Green Deal, della Direttiva sull'Efficienza Energetica (EED, Direttiva 2023/1791) e della Direttiva sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD, Direttiva 2024/1275), che impongono agli Stati membri di intervenire prioritariamente a favore delle famiglie in povertà energetica.
Le proposte devono obbligatoriamente scegliere uno dei due ambiti tematici previsti dal bando, denominati Scope A e Scope B, e indicarlo esplicitamente nell'introduzione della proposta. Non è possibile coprire entrambi gli ambiti nella stessa candidatura.
Lo Scope A riguarda il supporto alle politiche pubbliche e alla creazione di strutture di coordinamento tra autorità e stakeholder. In concreto, le azioni finanziate devono aiutare autorità nazionali, regionali e locali a costruire strutture formali e durature di coordinamento intersettoriale per affrontare la povertà energetica in modo organico. Queste strutture devono coinvolgere soggetti provenienti da settori diversi: energia, salute, edilizia, politiche sociali, società civile, operatori economici, mondo accademico. Le proposte devono descrivere chiaramente l'organizzazione interna della struttura, le modalità operative, gli obiettivi specifici e le lacune che si intende colmare. Se strutture simili esistono già nel territorio di riferimento, la proposta deve dimostrare il valore aggiunto di quelle nuove e la cooperazione con quelle esistenti. È richiesta anche la realizzazione di attività di capacity building strutturate e personalizzate per i soggetti coinvolti, con formazione approfondita nelle lingue dei partecipanti. Le autorità pubbliche principali devono essere identificate nella proposta e il loro coinvolgimento deve essere dimostrato, ad esempio tramite lettere di supporto a livello decisionale. La proposta deve inoltre includere un piano credibile per garantire la sostenibilità delle strutture oltre la durata del progetto.
Lo Scope B riguarda invece la facilitazione della ristrutturazione energetica di edifici residenziali plurifamiliari situati in quartieri vulnerabili con prevalenza di abitanti in povertà energetica. Le azioni devono supportare concretamente la realizzazione di interventi di riqualificazione, agendo su più fronti: rafforzamento delle strutture di governance degli edifici e delle associazioni di proprietari o inquilini, rimozione di barriere normative legate alla proprietà o alla locazione, definizione di strategie finanziarie adeguate al target, gestione degli incentivi divisi tra proprietari e inquilini, attivazione di servizi di supporto e consulenza. Le proposte sono incoraggiate a considerare sia la povertà energetica invernale che quella estiva, integrando misure attive di raffrescamento con soluzioni passive come il verde urbano. Un requisito esplicito è che gli interventi siano economicamente accessibili per i residenti, sia in termini di costi iniziali che di lungo periodo, e che garantiscano la possibilità per gli abitanti di rimanere nelle proprie case dopo i lavori, evitando il fenomeno delle cosiddette "renovictions". Anche in questo caso, il coinvolgimento di associazioni di proprietari, inquilini, organizzazioni del settore abitativo e istituzioni finanziarie deve essere dimostrato nella proposta.
Per entrambi gli ambiti, le proposte devono quantificare i risultati attesi sia al termine del progetto sia a cinque anni dalla sua conclusione, utilizzando una serie di indicatori specifici forniti dal bando, tra cui il numero di famiglie in povertà energetica con costi ridotti, i risparmi energetici primari e finali in GWh/anno, la riduzione delle emissioni di gas serra in tCO2-eq/anno e gli investimenti in energia sostenibile attivati. Le proposte devono anche tenere conto dei cosiddetti effetti prebound e rebound nella quantificazione degli impatti.
Sul piano dei requisiti di partecipazione, ogni proposta deve essere presentata da un consorzio di almeno tre soggetti richiedenti (beneficiari, non entità affiliate) provenienti da almeno tre paesi eleggibili diversi. Non è prevista una limitazione specifica per dimensione d'impresa o settore ATECO, ma la natura del bando lo rende particolarmente adatto a consorzi che includano autorità pubbliche, organizzazioni del settore abitativo e sociale, enti di ricerca, associazioni di consumatori e operatori del settore energetico. Le proposte non devono sviluppare nuovi strumenti informatici, database o piattaforme, a meno che non ne venga giustificato chiaramente il valore aggiunto rispetto a quelli esistenti e non venga affrontata in modo convincente la loro scalabilità oltre il progetto.
La procedura di accesso è a fase unica: le proposte vengono presentate direttamente attraverso il portale Funding and Tenders della Commissione europea. La finestra di presentazione è aperta dal 21 aprile 2026 con scadenza il 16 settembre 2026 alle ore 17:00 ora di Bruxelles. La documentazione richiesta include il modulo di candidatura standard LIFE, la tabella di bilancio dettagliata e le informazioni sui partecipanti, tutti disponibili nel sistema di invio online.
Il principale motivo per cui un soggetto italiano dovrebbe valutare seriamente questo bando è la combinazione di un tasso di cofinanziamento europeo eccezionalmente elevato, pari al 95%, con la possibilità di costruire o rafforzare strutture e approcci che hanno un impatto diretto e misurabile sulla qualità della vita delle famiglie vulnerabili. Per le organizzazioni italiane attive nel settore dell'edilizia sociale, delle politiche energetiche locali, della consulenza tecnica o dell'innovazione sociale, questo bando rappresenta un'opportunità concreta per sviluppare progetti di respiro europeo, con risorse significative e un quadro normativo di riferimento solido e in rapida evoluzione.
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