Ai Casoni e in via Gramsci nasce il portierato sociale
Ente erogante: Comune di Trento
Scadenza
Non specificata
Forma
Fondo perduto
Budget totale
Non specificato
Contributo max
Non specificato
Descrizione del bando
Il Comune di Trento, in partnership con Itea e Fondazione Crosina Sartori Cloch, ha avviato un progetto sperimentale di portierato sociale destinato a migliorare la vivibilità e il benessere dei residenti in due specifiche aree: il quadrilatero dei Casoni e il condominio di via Gramsci 36. Si tratta di un'iniziativa innovativa che va oltre il tradizionale servizio di portineria, configurandosi come un intervento sociale strutturato per prevenire e affrontare situazioni di fragilità, promuovere la partecipazione attiva dei cittadini e favorire la cura degli spazi comuni.
Il progetto sarà gestito da un ente del Terzo settore, che verrà selezionato attraverso un bando pubblico aperto specificamente a questa categoria di soggetti. L'ente gestore avrà il compito di cogestire con il Comune i dettagli operativi dell'intervento, con una fase di coprogettazione prevista entro l'estate. La durata dell'incarico è quadriennale, coprendo gli anni 2026-2029, garantendo così una continuità progettuale significativa.
L'intervento è finanziato con un contributo complessivo di 265 mila euro, stanziato dal Comune in collaborazione con i partner istituzionali. Questo budget copre l'intero costo di gestione del servizio per il periodo indicato, permettendo l'attivazione di un'équipe di professionisti dedicata.
Le funzioni del portierato sociale sono articolate e multidimensionali. L'équipe di professionisti sarà presente quotidianamente e fornirà servizi di informazione e orientamento ai servizi territoriali, ritiro della corrispondenza, supporto nelle pratiche burocratiche, facilitazione digitale per i residenti meno avvezzi alle tecnologie, e mediazione dei conflitti. Più in generale, il servizio garantisce supporto alle relazioni interpersonali tra i residenti. Una funzione importante riguarda l'accoglienza dei nuovi inquilini, ai quali verranno illustrate le regole di convivenza nel condominio e negli spazi comuni, con particolare attenzione alla cura dell'ambiente, al rispetto della normativa interna e alla corretta gestione della raccolta differenziata.
Il portierato sociale opera anche in un'ottica di facilitazione della rete territoriale, supportando gli operatori di altri enti come infermieri di comunità e assistenti sociali, e agevolando i rapporti con servizi pubblici e privati quali scuole, Dolomiti Ambiente, Itea e la stessa Fondazione Crosina Sartori Cloch. Un aspetto rilevante è la promozione di attività collettive che coinvolgono i cittadini del quartiere e le diverse generazioni di abitanti, nonché il coordinamento di un calendario di eventi e l'organizzazione di iniziative proposte dagli stessi residenti.
Il progetto nasce da un processo partecipativo significativo, con oltre venti incontri condotti nei mesi precedenti con la cittadinanza, enti del Terzo settore, organizzazioni territoriali, le Circoscrizioni San Giuseppe-Santa Chiara e Oltrefersina, servizi specialistici come l'Asuit (Unità dipendenze e Centro di Salute Mentale), i servizi sociali comunali, Dolomiti Ambiente e le Farmacie comunali. Questo approccio bottom-up garantisce che l'intervento risponda effettivamente ai bisogni rilevati sul territorio.
Il portierato sociale è concepito come un modello innovativo, sostenibile e replicabile all'interno di complessi residenziali caratterizzati da alta intensità di edilizia pubblica. L'obiettivo è fornire risposte concrete ai bisogni di persone in condizioni di fragilità attraverso attività relazionali e il coinvolgimento consapevole di cittadini come risorse della comunità. Questo approccio riflette una visione dell'abitare che non si limita al mero accesso a uno spazio fisico, ma abbraccia la qualità della vita, le relazioni umane e il benessere complessivo dei residenti.
L'attivazione del servizio è prevista per l'autunno, con la selezione dell'ente gestore che avverrà tramite bando pubblico nei mesi precedenti. La fase di coprogettazione con il Comune permetterà di definire nel dettaglio le modalità operative, gli standard di servizio e gli indicatori di valutazione dell'impatto sociale dell'intervento.
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