Transizione 5.0: al via la piattaforma per la prenotazione delle agevolazioni

Ente erogante: Sviluppo Campania

Scadenza

30 settembre 2028

705 giorni rimanenti

Forma

Credito d'imposta

Budget totale

9.800.000.000 €

Contributo max

Non specificato

Descrizione del bando

Il piano Transizione 5.0 nella sua versione aggiornata dalla Legge di Bilancio 2026 è una misura agevolativa strutturata come maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali, rilevante ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing finanziario. In termini pratici, si tratta di un incentivo fiscale che consente alle imprese di dedurre fiscalmente un importo superiore al costo effettivamente sostenuto per determinati investimenti, riducendo così il carico fiscale complessivo. La misura copre due ambiti distinti ma complementari: da un lato gli investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell'impresa, individuati negli allegati IV e V della Legge n. 199 del 2025; dall'altro gli investimenti in beni materiali nuovi finalizzati all'autoproduzione e all'autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.

La misura è rivolta alle imprese italiane in generale, senza che il testo disponibile specifichi limitazioni dimensionali o settoriali particolari. L'accesso non è quindi circoscritto a PMI o a specifici codici ATECO sulla base delle informazioni presenti nel testo del decreto attuativo.

Sul piano delle spese ammissibili, il decreto individua due categorie principali. La prima riguarda i beni strumentali nuovi rientranti negli allegati IV e V alla Legge n. 199/2025, che per analogia con le precedenti versioni della misura comprendono tipicamente macchinari, impianti e software connessi alla digitalizzazione e all'automazione dei processi produttivi, sebbene il contenuto specifico degli allegati non sia riportato nel testo disponibile. La seconda categoria riguarda gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo, con riferimento a fonti quali energia solare, eolica, geotermica, idraulica, da biomassa, biogas e altre forme di energia marina. Per questi ultimi investimenti, la data rilevante ai fini dell'ammissibilità è la data di fine lavori, intesa come il momento in cui sono installate tutte le macchine e i dispositivi elettromeccanici e sono ultimate le opere civili funzionali all'esercizio dell'impianto, incluse le opere per gli apparati di misura e di connessione alla rete.

Il perimetro temporale degli investimenti agevolabili è definito con precisione: sono ammissibili gli investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Il completamento degli investimenti in beni strumentali segue le regole generali previste dall'articolo 109, commi 1 e 2, del TUIR, indipendentemente dai principi contabili adottati dall'impresa.

La gestione operativa della misura è affidata al Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che mette a disposizione una piattaforma informatica dedicata accessibile tramite l'Area Clienti del sito www.gse.it, con autenticazione tramite SPID o CIE. La procedura di accesso prevede che l'impresa trasmetta una o più comunicazioni preventive, distinte per ciascuna struttura produttiva cui si riferiscono gli investimenti. La struttura produttiva è definita come il sito costituito da una o più unità locali o stabilimenti insistenti sulla medesima particella catastale o su particelle contigue, dotato di autonomia tecnico-funzionale e organizzativa. Nella comunicazione preventiva l'impresa deve indicare i dati identificativi propri e della struttura produttiva, nonché la tipologia e l'ammontare degli investimenti previsti. Il decreto attuativo disciplina anche le modalità e i termini per la trasmissione delle comunicazioni periodiche, delle certificazioni e dell'ulteriore documentazione necessaria a dimostrare la spettanza del beneficio, sebbene i dettagli specifici di queste fasi non siano integralmente riportati nel testo disponibile.

Il principale elemento di interesse per un imprenditore è la natura strutturale e pluriennale dell'incentivo, che copre un arco temporale di quasi tre anni e si applica a investimenti sia in digitalizzazione e trasformazione tecnologica sia in autoproduzione energetica da rinnovabili. La forma della maggiorazione del costo ai fini ammortamentali è uno strumento consolidato nell'ordinamento italiano, che non richiede erogazioni di liquidità da parte dello Stato ma si traduce in un risparmio fiscale diretto, fruibile nel tempo attraverso il meccanismo degli ammortamenti. Per le imprese che stanno pianificando investimenti in innovazione tecnologica o in impianti energetici da fonti rinnovabili nel triennio 2026-2028, la misura rappresenta un'opportunità concreta di ridurre il costo fiscale netto degli investimenti stessi, con una procedura di accesso gestita in via telematica tramite il portale GSE.

Fonte del bando

Verifica condizioni, allegati e aggiornamenti nella pagina indicata dalla fonte.

www.sviluppocampania.it

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Area geografica

Campania

Tematiche

transizione 5.0credito d'impostabeni strumentaliiperammortamentosuperammortamentoindustria 4.0bonus 4.0investimenti energeticienergie rinnovabilinet zero

Requisiti dettagliati

Questo bando è rivolto a 1 tipologie di impresa nell'area Campania.

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Ultimo aggiornamento: 22 ottobre 2026