Bonus donne 2026: guida alle assunzioni con sgravio INPS 100%
Ente erogante: INPS
Scadenza
31 dicembre 2026
202 giorni rimanenti
Forma
Credito d'imposta
Budget totale
Non specificato
Contributo max
800 €
Descrizione del bando
Il Bonus donne 2026 è un incentivo contributivo introdotto dal decreto-legge 62/2026 (articolo 1) che consente ai datori di lavoro privati di azzerare completamente i contributi previdenziali a proprio carico per ogni nuova assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici che rientrano nelle categorie europee di "svantaggiate" o "molto svantaggiate". L'esonero è totale, pari al 100% dei contributi previdenziali datoriali, con un tetto mensile per lavoratrice che varia in base alla localizzazione dell'impresa.
Il beneficio è rivolto a tutti i datori di lavoro privati, incluso il settore agricolo, con esclusione della Pubblica Amministrazione. Non vi sono vincoli di dimensione aziendale né limitazioni settoriali specifiche, e la misura si applica sull'intero territorio nazionale. Tuttavia, per le imprese con sede o unità operativa nelle regioni della ZES Unica — Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna, e con la novità del 2026 anche Marche e Umbria — il tetto massimo dello sgravio mensile per lavoratrice è più elevato: fino a 800 euro al mese, contro i 650 euro al mese previsti per le imprese nelle restanti regioni.
Per accedere all'agevolazione, la lavoratrice assunta deve soddisfare specifici requisiti di svantaggio occupazionale al momento dell'assunzione. La misura distingue tre fasce, a ciascuna delle quali corrisponde una durata diversa del beneficio. La prima riguarda donne di qualsiasi età e residenza prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi: in questo caso lo sgravio dura 24 mesi. La seconda riguarda donne prive di impiego da almeno 12 mesi che abbiano tra i 15 e i 24 anni, oppure più di 50 anni, oppure vivano sole con persone a carico, non abbiano un diploma, o lavorino in settori caratterizzati da un forte divario di genere: anche qui la durata è di 24 mesi. La terza fascia riguarda donne prive di impiego da almeno 6 mesi che rientrino in una qualsiasi delle categorie svantaggiate sopra descritte: in questo caso il beneficio si applica per 12 mesi.
Sul fronte dei contratti ammissibili, l'esonero si attiva esclusivamente per i contratti subordinati a tempo indeterminato, anche nella forma part-time o di somministrazione a tempo indeterminato. Sono espressamente esclusi i contratti di apprendistato, il lavoro domestico, il lavoro intermittente e le prestazioni occasionali.
Lo sgravio non copre i premi INAIL né i contributi di solidarietà o i versamenti ai fondi bilaterali: l'esonero riguarda unicamente la quota contributiva previdenziale a carico del datore di lavoro.
Per mantenere il beneficio ed evitare revoche da parte dell'INPS, le aziende devono rispettare due condizioni sostanziali: l'assunzione deve determinare un incremento effettivo della forza lavoro media rispetto ai 12 mesi precedenti, e l'azienda deve essere in regola con il versamento dei contributi e applicare i contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. I dettagli operativi e le istruzioni per la fruizione sono contenuti nella circolare INPS n. 57 del 14 maggio 2026.
La finestra temporale per le assunzioni agevolabili è fissata dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026. Non sono indicate nel testo scadenze per la presentazione di domande in senso stretto: trattandosi di un esonero contributivo gestito tramite INPS, la fruizione avviene tipicamente in sede di elaborazione delle denunce contributive mensili, secondo le istruzioni operative dell'Istituto.
Il principale vantaggio per l'imprenditore è la possibilità di abbattere completamente il costo contributivo datoriale per ogni nuova assunzione femminile stabile che rispetti i requisiti, con un risparmio che può arrivare fino a 800 euro mensili per lavoratrice nelle regioni della ZES Unica e fino a 650 euro mensili nelle altre regioni, per una durata che può estendersi fino a 24 mesi. Si tratta di una misura particolarmente rilevante per chi intende rafforzare l'organico con contratti a tempo indeterminato nel corso del 2026, riducendo in modo significativo il costo del lavoro nella fase iniziale del rapporto.
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